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Motivo l'indiscrezione su un dl blocca processi

Processo Breve: il ddl in senato Senato causa l'ennesimo scontro sulla giustizia


Processo Breve: il ddl in senato Senato causa l'ennesimo scontro sulla giustizia
12/01/2010, 22:01

ROMA - Confusione e un pizzico di sgomento durante la seduta odierna del Senato per discutere l'oramai quasi "leggendario" provvedimento sul processo breve. Secondo alcune indiscrezioni, infatti, il Consiglio dei ministri avrebbe in programma un decreto legge per sospendere tutti i processi in atto. Così, durante la discussione sulla delicata norma proposta dalla maggioranza, la capogruppo del Pd Anna Finocchiaro ha chiesto l'immediata sospensione della seduta. Il presidente Schifani ha interrotto i lavori, poi li ha fatti riprendere e, alla fine, data la mole di proteste e defezioni, ha deciso di aggiornare la seduta al prossimo mercoledì.
Il clima d'amore e di proficua complicità (guai a definirlo "d'inciucio") pare dunque essersi dissolto con la fine delle festività natalizie. A chiarire la vicenda ci ha provato il ministro della Giustizia in persona precisando che "i media, spesso, facendo una estrema sintesi delle cose sbagliano la sostanza". Insomma la colpa è sempre dei soliti cronisti disattenti e dei media un po' eversivi. Il "fattaccio", è stato infatti ancora una volta commesso da uno dei quotidiani sui quali nessuno sponsor dovrebbe più investire, ovvero, La Repubblica.
Il punto che probabilmente sfugge ad Alfano (e che ha messo in allarme totale l'opposizione) è che però non è certo solo qualche fantasioso giornalista "rosso" ad aver avanzato dei dubbi sulle norme che limitano la durata dei processi. Parere contrario è infatti stato più volte espresso dall'Anm e da numerosi avvocati penalisti (non "comunisti").
Così Bersani fa sapere che "ci metteremo di traverso" e la Finocchiaro si dichiara "pronta all'ostruzionismo" più feroce. Ad insospettire l'opposizione è anche la fretta con la quale il governo vuole approvare il disegno di legge sul processo breve. Un disegno di non semplice lettura, facilmente strumentalizzabile e che viene però sintetizzato così dal presidente dell'Anm Luca Palamara:"Con il processo breve non si dà giustizia alle vittime del reato", ma piuttosto si rischia di "dare impunità a chi ha commesso fatti delittuosi". Per Palamara dunque non ci sono dubbi:"La giustizia italiana, con questa riforma, sarà messa in ginocchio". Dall'Anm precisano però che la magistratura "vuole dire basta a guerre contrapposizioni" ma che esige "una riforma seria per un servizio giustizia credibile agli occhi dei cittadini".
In effetti, anche per i non esperti in giurisprudenza, il dato fondamentale è uno soltanto: con l'approvazione della legge che tanto fa discutere i parlamentari, i processi interessati godrebbero di una sospensione di tre mesi e, tra questi processi, ci sono anche tutti quelli che coinvolgono il Cavaliere.
Almeno in questo caso, però, si nota un'opposizione per una volta salda e decisa a recitare il suo ruolo fino alla fine. Ulteriore segnale, probabilmente, che dietro il processo breve c'è molto di qualche articolo del codice penale da modificare

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di Germano Milite
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