Processo breve, scatta la mobilitazione dell’Anm

POLITICA - Parlamento

TRIBUNALI APERTI TRA IL 20 E IL 27 GENNAIO

Processo breve, scatta la mobilitazione dell’Anm

Processo breve, scatta la mobilitazione dell’Anm

09/12/2009, ore 20:15 - 

ROMA - Contro il processo breve scende in campo la giunta dell’Associazione nazionale dei magistrati (Anm). In segno di protesta contro il disegno di legge, il sindacato delle toghe ha indetto delle “giornate di mobilitazione” tra il 20 e il 27 gennaio 2010 in ogni tribunale. Per protestare contro un provvedimento che secondo l’Anm potrebbe causare grossi danni al funzionamento della giustizia, gli uffici saranno aperti alla società civile. L’obiettivo delle giornate di mobilitazione è quello di “far conoscere le reali condizioni in cui operano gli uffici giudiziari e illustrare quanto veramente è necessario a realizzare l’effettività della giurisdizione e a garantire i diritti e la sicurezza delle persone”. Secondo l’associazione nazionale dei magistrati, il decreto legge sul processo breve “avrà conseguenze devastanti sull’intero sistema della giustizia italiana”. Un giudizio del tutto negativo. “Non possiamo assistere in silenzio a riforme che sacrificano completamente le esigenze di tutela delle vittime dei reati - denunciano i responsabili dell’Anm - vanificano l’impegno delle forze dell’ordine e comportano grosse violazioni del principio di uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, distruggendo il funzionamento della giustizia civile e penale in Italia”. Secondo il sindacato delle toghe: “Il provvedimento cancellerà ogni speranza di giustizia per le vittime di reati di particolare gravità, trasformando il processo penale in una tragica farsa e assicurerà una completa impunità per i tipici reati della criminalità dei colletti bianchi, ma anche per molte insidiose forme di delinquenza diffusa a danno di persone deboli. Perchè sarà di fatto impossibile l’accertamento di delitti come gli omicidi colposi nell’ambito dell’attività medica, le lesioni personali, le truffe, gli abusi d’ufficio, la corruzione semplice e in atti giudiziari, le frodi comunitarie, le frodi fiscali, i falsi in bilancio, la bancarotta preferenziale, le intercettazioni illecite, i reati informatici, la ricettazione, il traffico di rifiuti, lo sfruttamento della prostituzione, la violenza privata, la falsificazione di documenti pubblici, la calunnia, la falsa testimonianza, l’incendio, l’aborto clandestino”. Conseguenze gravi sia nel settore penale che in quello civile. “Il ddl - conclude l’Anm - stravolgerà completamente la fisionomia del processo penale, determinando una sicura agonia dei riti alternativi. Nel settore civile inciderà su circa metà dei processi in corso, determinando un vero e proprio caos dal punto di vista organizzativo, imponendo a ciascun giudice di trattare, ogni settimana, udienze con centinaia di cause, in condizioni di assoluto degrado. Senza contare che queste nuove disposizioni non hanno riscontro in nessun altro ordinamento e nulla a che vedere con i principi del giusto processo”.

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