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Preoccupazione per la "legge Bavaglio":il Paese respira male

Prodi esorta i giovani: "prendete a calci i dirigenti attuali"


Prodi esorta i giovani: 'prendete a calci i dirigenti attuali'
11/06/2010, 18:06

ROMA – “I giovani caccino i vecchi a calci”. Non usa mezzi termini Romano Prodi per manifestare il suo pensiero sulla classe dirigente attuale e per spronare le nuove generazioni a farsi avanti. Nel corso di una lunga intervista rilasciata a Repubblica, iI professore precisa che non ha nessuna intenzione di tornare a fare il politico: “ Quei ruoli li ho ricoperti quando me la sentivo, ho vinto due volte le elezioni, per due volte il governo si è interrotto. Ora è giusto che altri facciano questo mestiere diretto, io continuo in altro modo”.
La teoria dell’ex leader dell’Ulivo è chiara: i ragazzi devono organizzarsi e venire fuori da soli, anche a costo di tirare, appunto, calci ai dirigenti attuali. Se accadesse, sottolinea, sarebbe “un godimento fantastico”.
D’accordo con le idee di Prodi anche il segretario del Pd Pierluigi Bersani. “Credo che ci sia un’esigenza di rinnovamento, bisogna che ce ne incarichiamo un po’ tutti” -  aggiunge – “Io ho fatto una segreteria tutta di quarantenni e segretari regionali all’80% quarantenni. Su diecimila amministratori, ottomila hanno tra i trenta e i quarant’anni. Per esempio, è molto difficile inserirli nei meccanismi della comunicazione. Cominciamo da settembre, quando arrivano i talk show e le trasmissioni televisive a fare in modo che chi dirige i grandi meccanismi dell’informazione cominci a lasciar fuori la generazione di prima e a far vedere un po’ di facce nuove, così ci diamo una mano tutti”.
Nell’intervista, l’ex presidente del Consiglio esprime anche il suo profondo disaccordo sulla “legge Bavaglio “ e si è detto “preoccupatissimo” per la situazione del Paese. “La prima pagina vuota di Repubblica di oggi esprime anche lo stato del mio animo" – specifica – “ ci rendiamo conto che sono mesi e mesi che si va avanti solo su questi temi? Il resto è periferico, il resto passa".
"La continuità” – aggiunge Prodi- “è il tentativo di controllare il Paese. Io sono personalmente molto, molto preoccupato perchè è la democrazia che entra in sofferenza, che respira male".

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di Ornella d'Anna
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