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Qualche contentino, ma la sostanza resta intatta

Pronte le nuove leggi sull'impunità del premier ed intercettazioni


Pronte le nuove leggi sull'impunità del premier ed intercettazioni
15/04/2010, 11:04

ROMA - Dovrebbero essere presentate a giorni le due leggi che stanno particolarmente a cuore a Berlusconi: la legge costituzionale sull'impunità (il cosiddetto lodo Alfano costituzionale) e quella che abolisce di fatto le intercettazioni come prova legale nei processi penali.
Per la prima, la strada ormai sembra essere fissata: modifica dell'articolo 68, dell'articolo 90 e dell'articolo 96 in modo da garantire il blocco dei processi per le quattro alte cariche dello Stato: Presidente della Repubblica (che comunque già ha questo trattamento di favore), Presidente del Consiglio e Presidente della Camera e del Senato. Resterebbe il problema dell'impunità per i Ministri e gli altri membri del governo, che sono esclusi da questa legge, cosa che potrebbe creare problemi, dato l'alto numero di membri del governo che sono sotto indagine o sotto processo.
Per la legge sulle intercettazioni, è stata offerta solo una minima modifica: il cambio di termine, tra le condizioni per poter disporre una intercettazione telefonica, da "evidente indizi di colpevolezza" all'attuale "gravi indizi di reato". Ma in compenso, vengono messi nuovi limiti: innanzitutto quando si intercetta una persona, per poter intercettare quelli con cui questa persona è in contatto, serviranno motivazioni stringenti e comunque potranno essere intercettate solo le persone nella cerchia ristretta dell'intercettato, per evitare i cosiddetti "ascolti a strascico". Ma soprattutto l'obbligo per i Pm di chiedere immediatamente alla Camera dei Deputati o al Senato l'autorizzazione all'intercettazione, nel caso in cui il sospetto che viene intercettato si trovi a parlare rispettivamente con un deputato o con un senatore. In pratica vuol dire che se un Pm sta intercettando un delinquente e questi telefona o viene telefonato da un deputato, tutte le intercettazioni non vengono fatte in segreto e quindi diventano inutili. Naturalmente restano le gravissime sanzioni penali per i giornalisti che riportano le intercettazioni dopo che queste sono state rese pubbliche (fino a 5 anni di reclusione) che costituiscono il vero problema della legge, e l'obbligo di fare intercettazioni ambientali (cioè il microfono nascosto in una macchina o in una stanza) solo se in quel luogo viene commesso un reato.

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di Antonio Rispoli
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