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Si riaccende lo scontro, a distanza, tra il premier e Fini

Prove di non dialogo lungo l’asse Berlusconi – Fini

Dopo il ‘caso Bondi’ si ritorna sulla ‘casa di Montecarlo’

Prove di non dialogo lungo l’asse Berlusconi – Fini
26/01/2011, 23:01

ROMA - Passato in archivio il ‘caso Bondi’, salutato con favore dalla maggioranza di governo, domani si tornerà a parlare della ‘casa di Montecarlo’. Lo farà il ministro degli Esteri in persona, Franco Frattini, rispondendo a un'interrogazione nell'Aula del Senato. E mentre nuove carte sul caso Ruby e le feste ad Arcore di Silvio Berlusconi giungono alla Camera, riecco al centro della scena anche la vicenda dell'appartamento nel monegasco, che dovrebbe imbarazzare Gianfranco Fini. Si riaccende in questo modo lo scontro a distanza tra il premier e il presidente della Camera, iniziato già da diversi giorni, i cui toni diventano più accesi: ciascuno dei due, attraverso lo schieramento che lo sostiene, auspica le dimissioni dell'altro. Uno scenario che, secondo quanto si apprende in ambienti parlamentari, desta l'attenzione del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, preoccupato per i rischi di uno scontro istituzionale di questa portata. Il capo dello Stato, insomma, teme che lo scontro tra i due fondatori del Pdl possa tornare a impennarsi e logorare la tenuta delle istituzioni. La nuova giornata politica, insomma, si preannuncia caratterizzata da un’alta tensione. E preoccupa non poco la risposta che il ministro Frattini nell'Aula del Senato darà all'interrogazione presentata dal senatore Luigi Compagna (Pdl) sulla casa di Montecarlo. ''Un atto di vera e propria indecenza istituzionale'', attaccano i senatori del Terzo polo. Che criticano anche Renato Schifani per l'immediata calendarizzazione della mozione: quest'atto rivela, sostengono, ''il ruolo politico del presidente del Senato funzionale alle esigenze della maggioranza e del governo''. ''I termini della discussione in Aula attengono ad un rapporto diretto tra l'interrogante ed il governo. La procedura non coinvolge né i capigruppo, né in alcun modo la presidenza del Senato'', replicano a stretto giro i vertici del Pdl a Palazzo Madama. Ma Carmelo Briguglio (Fli) incalza, definendo Frattini ''il fattorino di Lavitola''. Arrivando proprio nel giorno della bocciatura delle mozioni Pd-Idv e Udc-Fli-Api contro Sandro Bondi, la mossa del Senato non può non dare la sensazione a tutti gli effetti di uno scatto della maggioranza per mettere alle corde Fini. ''Mi pare che si debba dimettere'', dice infatti anche Umberto Bossi. Mentre Pier Ferdinando Casini difende l'alleato: ''Siamo al ridicolo'' e ''in uno stato di umiliazione delle istituzioni''.

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di Antonio Formisano
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