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PROVE DI RIAVVICINAMENTO TRA EX DC, MA CESA FRENA: NOI SENZA LA DESTRA


PROVE DI RIAVVICINAMENTO TRA EX DC, MA CESA FRENA: NOI SENZA LA DESTRA
12/08/2008, 17:08

C’era una volta, poi non c’è più. Ciao ciao “grande centro”.

Il segretario della Dc per le Autonomie, Gianfranco Rotondi, e quello dell’Udc, Lorenzo Cesa, hanno dato vita ad un botta e riposta sul futuro del partito di Casini nel nascente Pdl. Stop alla diaspora democristiana, su questo sono d'accordo entrambi. Ma per Cesa la condizione è una sola: "bianchi" insieme solo senza la destra.

“In autunno sarà possibile allargare il governo e le porte potrebbero essere aperte anche all’Udc, in nome di una nuova unità dei cattolici”. Questa la proposta di Rotondi. Già, perché secondo il ministro avellinese “i tempi che hanno portato ad una divisione sono cambiati”.

Una mano tesa con convinzione, nulla da dire, perché per Rotondi ci sono “formidabili condizioni per ricomporre lo strappo: è tempo di creare in Italia una nuova unità dei cattolici che si può realizzare solo in questa metà del campo. I valori fondanti del Pdl sono gli stessi della costituente di Centro e dell’Udc”. Basta con la diaspora degli ex Dc, insomma. E il ministro per l’Attuazione del Programma sembrava deciso a scendere a patti e condizioni.

Ma la risposta del vertice Udc è secca. E negativa. Niente da fare, doccia fredda. Cesa ringrazia Rotondi per le “significative aperture” e assicura la disponibilità “personale e del partito a verificare come sempre, con serietà e rigore, le possibilità di dialogo e di intese con il Pdl. Tuttavia – spiega – le ragioni che ci hanno portato ad affrontare da soli la prova elettorale, e cioé la difesa di identità e valori, restano assolutamente valide”.

Il segretario Udc rimarca l’esigenza di “tutelare l'autonomia di una forza centrista, di ispirazione cristiana, collegata al Partito popolare europeo, che unisca le varie anime della diaspora democristiana. La fase costituente che abbiamo avviato per cercare convergenze a tutto campo - sottolinea Cesa - serve anche a questo. Annegare la nostra tradizione in un contenitore indistinto che comprenda anche forze di destra, sarebbe un controsenso. Comprendere questa premessa è - per Cesa - condizione per avviare il dialogo con volontà costruttiva, come sia noi sia l’onorevole Rotondi intendiamo fare”.
 

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di Giulio d'Andrea
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