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Quali sono le alternative dell'eventuale dopo-Berlusconi?


Quali sono le alternative dell'eventuale dopo-Berlusconi?
08/11/2010, 11:11

Ieri Gianfranco Fini ha provato a consegnare il cerino acceso nelle mani del Presidente del Consiglio, chiedendogli di dimettersi e di fare un nuovo governo, magari tirando dentro anche l'Udc. Cerino che gli è stato prontamente restituito da Berlusconi, con il suo: "Se vuoi farmi cadere, sfiduciami tu". E adesso che cosa succederà?
Le alternative per Fini sono due, ed entrambe pessime. La prima è fare finta di nulla e continuare così, magari votando ogni tanto contro il governo; ma in questa maniera si mostrerebbe un bugiardo, oltre che un voltagabbana. E in questa situaizone e con la campagna stampa che il premier può orchestrare sulle TV e sui giornali, arriverebbe alle elezioni del 2013 distrutto. L'alternativa è di mantenere le minacce e di ritirare la propria delegazione nel governo (il vice ministro Urso e cinque sottosegretari). Questo potrebbe portare - ma non è detto - ad un rimpasto di governo. Ma per quale maggioranza? Pdl e Lega Nord non hanno abbastanza deputati, ma al Senato poi si giocherebbe sul singolo voto. Magari potrebbero provare a cooptare anche l'Udc, offrendo loro un paio di ministeri, ma Casini si farebbe pagare caro questo aiuto. E non è detto che Berlusconi intenda pagare. Quindi la situazione è incerta. Anche perchè c'è il rischio che una alleanza con l'Udc possa accellerare la fuga dei deputati dal Pdl verso Fli.
In teoria Berlusconi potrebbe anche fare una scelta abbastanza azzardata: presentarsi in Parlamento con un governo di minoranza, puntando sull'astensione dei finiani. Infatti, qualora ci fosse un voto di sfiducia di questi ultimi, il premier avrebbe agio di gridare al complotto, all'intrigo di palazzo, magari tirando in ballo il Quirinale, come fa sempre per giustificare il voltafaccia della Lega Nord nel 1994. E questa sarebbe un'ottima arma per la successiva campagna eletttorale di Berlusconi al grido di "Ci impediscono di lavorare, perchè noi facciamo solo le cose migliori". Di conseguenza è facile aspettarsi (anche se non è detto che lo faccia) un'astensione dei finiani, che farebbe scendere il quorum della Camera sotto i 300. E se sommiamo i partiti che formano la maggioranza senza Fli siamo a 309 deputati. Un margine minimo, ma che potrebbe essere sufficiente, dato che nel frattempo - secondo rumors - prosegue la campagna acquisti tra le file di partiti come Udc ed Api, ma anche nel Pd e nell'Italia dei Valori.
Quale, tra questi scenari, sia il più probabile, è difficile dirlo. Potenzialmente. lo sono tutti. Le uniche cose certe sono il fatto che Berlusconi non si dimetterà, a meno che non sia costretto da una palese minoranza (come successe nel 1994) e che il Paese non riuscirà a reggere questo governo ancora a lungo. Una cosa quasi certa è la vittoria di Berlusconi, nel caso si dovesse andare ad elezioni anticipate, soprattutto se il Pd continuerà a litigare con tutti e a far finta di essere un partito del 40% e non del 20 quale realmente è. E questo è uno scenario da brividi

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di Antonio Rispoli
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