Politica / Politica

Commenta Stampa

Quando il Pd è il miglior alleato del Pdl


Quando il Pd è il miglior alleato del Pdl
11/10/2011, 11:10

Per l'ennesima volta abbiamo una situazione che si è vista spesso negli ultimi 30 anni: Silvio Berlusconi è in difficoltà e la sinistra corre in suo aiuto. Iniziò negli anni '80, quando era ancora il PCI e ancora non ha finito di aiutarlo.
Anche adesso è così. Il premier è in seria difficoltà per molti motivi. Innanzitutto la crisi economica: il governo è stato incapace di affrontarla, con i provvedimenti corretti. Quello che hanno ottenuto è stato solo di deprimere violentemente i consumi ed aumentare l'evasione fiscale a colpi di condoni. Questo ha provocato un crollo delle entrate ai privati, che hanno licenziato a più non posso, anche se l'uso indiscriminato della cassa integrazione ha nascosto questo dato; esattamente come ha fatto la Pubblica Amministrazione che ha licenziato 300 mila dipendenti oltre ai 160 mila tra insegnanti e personale ATA della scuola. Questo ha bloccato lo sviluppo economico del Paese e continuerà a bloccarlo fino al 2014, senza interventi decisi. Il tutto aumentando le tasse, cosa che ha allontanato dal governo praticamente tutti: operai, impiegati, imprenditori, artigiani, ecc. Non solo, ma questo ha messo in difficoltà anche la Lega Nord con la propria base, anche se molti vengono tenuti a bada con la balla del federalismo. Ma il nervosismo è evidente e lo racconta la cronaca.
Ma i mal di pancia ci sono anche nel Pdl. Pisanu e Scajola sono i sintomi più evidenti, ma anche la continua lotta contro il Ministro dell'Economia Giulio Tremonti mostra le crepe del partito. E la sempre minore propensione dei "peones" del partito ad esporsi, mostra che molti si stanno guardando in giro per capire che cosa fare.
A questo si aggiunge il comportamento dei Paesi esteri. Ormai SIlvio Berlusconi è un paria, un emarginato a livello internazionale. Certo, può andare da Putin o ricevere il Presidente macedone e magari andare a trovare Lukashenko in Bielorussia, ma poi? Gli altri leader lo evitano, dato che si rendono conto che dargli la minima confidenza significa una sconfessione da parte del proprio elettorato. Per questo sono stati rinviati di alcune settimane tutti gli incontri multilaterali già previsti tra la fine di settembre e l'inizio di ottobre.
In tutto questo che fa il Pd? La cosa logica sarebbe realizzare le alleanze con Idv e Sel (preferibile) oppure con il Terzo Polo (scelta suicida, ma se vogliono...) e indire le primarie di coalizione entro gennaio 2012. Contemporaneamente spingere con discrezione per allargare il cuneo tra Scajola e Berlusconi e tra la Lega e il Pdl, magari usando la vittoria di Pisapia a Milano, che può essere usata per dimostrare come la Lega non abbia quel radicamento che dice di avere.
E invece ieri abbiamo assistito al duo Veltroni-Renzi buttarsi all'attacco della leadership di Bersani, proponendo come alternativa il governo dell'inciucio e dell'ammucchiata. Una proposta che può finire in due modi: se viene rifiutata, fa fare una figuraccia a chi lo propone e rafforza elettoralmente chi lo rifiuta (il Pdl è aumentato di mezzo punto nei sondaggi dell'ultima settimana solo per aver detto no all'inciucio); se viene accettato, porta alla paralisi totale, come è sempre stato in passato con i governi di questo tipo. Ma in questo caso non può essere accettato, a meno che il Pd non decida di votare le uniche leggi che stanno a cuore al Cavaliere: quelle che servono a bloccare tutti i processi che lo riguardano, a cominciare dal disegno di legge sulle intercettazioni.
E nenche in quel caso, perchè Berlusconi è una persona avida, non accetterà di rinunciare al torrente di soldi pubblici che, in una maniera o nell'altra, entrano nelle casse di Mediaset. Inoltre il premier, oltre a bloccare i processi penali che lo riguardano, deve anche fermare le sanzioni amministrative per le evasioni fiscale passate. L'anno scorso si fece una legge che gli permise di pagare, per un vecchio contenzioso col fisco italiano, 8 milioni di euro anzichè 300. E in totale questa legge è costata allo Stato italiano circa 500 milioni di mancati incassi. E nel 2012 potrebbe arrivare in Cassazione un altro contenzioso da oltre 300 milioni di euro. Anche questo verrà stoppato dall'ennesima legge ad personam? Vedremo.
Il Pd potrebbe approfittarne, se fosse un partito di opposizione; ma finora ha dimostrato di essere un partito di supporto al Pdl. Veltroni, Renzi, Napolitano, D'Alema, Violante e altri dirigenti hanno spesso fatto dichiarazioni o hanno agito a favore di Silvio Berlusconi o del Pdl. Ed è chiaro che ha uno zoccolo duro di ex PCI intorno al 20-25% che voteranno Pd fino alla morte, quindi deve essere il cardine dell'intera opposizione (o del governo, se vinceranno le prossime elezioni). Ma come possono esserlo se si macchiano ogni giorno di connivenza col "nemico"?

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©