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Quel vuoto e quei silenzi dietro Berlusconi


Quel vuoto e quei silenzi dietro Berlusconi
13/10/2011, 16:10

Oggi c'erano le comunicazioni del premier, su cui lo stesso ha chiesto l'apposizione della fiducia. Un discorso che Bersani ha definito "politicamente penoso", ma è stato già un eufemismo. In realtà il discorso era di un vuoto assoluto. Il solito autoeleogio ("Nessun altro è in grado di fare meglio di me"); i soliti insulti all'opposizione, accusata di essere sfascista solo perchè non striscia (almeno non in maniera evidente) davanti a lui; i soliti "farò" che dopo 10 anni di governo quasi ininterrotto fanno solo rabbia. Con in più due aggiunte, che nascondono due cose.
La prima riguarda l'introduzione, durante la quale ha parlato di come agirare la mancata approvazione dell'articolo 1 del rendiconto del bilancio statale. Un sistema tanto semplice, quanto contrario alle leggi: varare un nuovo provvedimento, identico a quello bocciato, da far approvare questa volta prima al Senato. E' contrario alle leggi in quanto il regolamento della Camera dei Deputati dice che una legge che viene respinta dalla Camera non può essere ripresentato per almeno 6 mesi. A questo punto, per rispetto dell'Aula, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dovrebbe rifiutarsi di firmare il disegno di legge, o quanto meno ottenere qualche assicurazione formle che esso non verrà presentato alla Camera prima dei sei mesi; e il Presidente della Camera Gianfranco Fini dovrebbe rifiutarsi di farlo calendarizzare. Ma è evidente anche un'altra cosa: che se il premier si è mostrato così sicuro, significa che alle spalle ha proprio Napolitano che - in maniera informale e nascosta, magari - gli ha dato il suo via libera.
La seconda cosa è stato un passaggio, sempre nella parte iniziale del discorso, quando Berlusconi ha fatto un vero e proprio ricatto. Infatti il premier ha detto: non ci sarà nessun altro governo, oltre al mio; se il mio governo cade si va ad elezioni. Ed andare ad elezioni, aggiungo, con questa situazione significa per molte persone non essere rieletti. Non solo nel Pdl (secondo tutte le stime, tra Camera e Senato il Pdl perderebbe da 80 a 130 deputati e senatori), ma anche in Fli, per esempio. E anche nel Pd, sotto la pressione del sindaco di Firenze Matteo Renzi e con gli intrighi dei veltroniani, c'è il rischio che si debbano imbarcare altri corpi estranei (lo stesso Renzi, i radicali, o altri veltroniani come Calearo), rinunciando a dare seggi a persone più aderenti alle linee di partito. In questa situazione così fluida, è ovvio che i parlamentari, che hanno già dimostrato di non avere alcun interesse salvo continuare ad incassare i 20 mila euro al mese che gli spetta tra stipendi ed indennità varie, voteranno per lui. E non è escluso che nell'opposizione qualcuno si asterrà o votare per il premier, come i radicali che oggi, per l'ennesima volta, hanno dimostrato di non svolgere una azione di opposizione, ma di appoggio alla maggioranza.
Ma si tratta di normalità? Cioè è normale che il governo e la maggioranza mettersi sotto i piedi la Costituzione, le leggi e le istituzioni? E' normale arrivare a ricatti, per quanto nascosti, per ottenere quel voto o due voti in più per scavalcare l'ostacolo della fiducia? Perchè c'è sempre quel fatto di cui nessuno parla: la maggioranza c'è se tutti i ministri e i sottosegretari sono presenti. Se vanno a fare il loro lavoro (come dovrebbe essere) la maggioranza non esiste, in quanto non ci sono più di 270-275 parlamentari liberi da impegni di governo. Mentre l'opposizione, se non avesse sempre assenze strategiche (ovviamente a favore della maggioranza) potrebbe contare su oltre 300 voti a favore: più che sufficienti per modificare qualsiasi legge come meglio credono.

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di Antonio Rispoli
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