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Napoli. Le informative della Dda imabrazzano il ministro

Questione morale: La Russa chiude gli occhi su Diodato


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Questione morale: La Russa chiude gli occhi su Diodato
15/02/2010, 11:02

NAPOLI - Il Popolo delle libertà deve sciogliere l’ultimo nodo ed è quello dell’alleanza con l’Udc. Inutile ripeterlo. Il problema resta la candidatura a presidente della Provincia di Caserta. Nicola Cosentino e Mario Landolfi puntano su Pasquale Giuliano, senatore del partito di Berlusconi, e non vogliono fare un passo indietro rispetto alle pretese dello “scudocrociato”, che vuole imporre Domenico Zinzi. Si tratta, si fanno riunioni. In ballo c’è l’alleanza su scala regionale. Nelle prossime ore si deciderà. Sul tavolo, però, non c’è solo la presidenza della Provincia di Caserta o l’alleanza tra Pdl e Udc. C’è ben altro. Poltrone ed equilibri interni al Popolo delle libertà. La componente di “terra di lavoro” è uscita ridimensionata dalle inchieste sui casalesi che hanno fatto sfumare la candidatura di Cosentino alla Regione. Ed ora non vuole essere mortificata, costretta a lasciare spazio sul suo territorio alle altre correnti. Questione di sopravvivenza. Cosentino, Landolfi e Giuliano non mollano. A costo pure di mettere a rischio il risultato in Campania e la tenuta della coalizione. Caldoro non ci sta. Punta a chiudere con Casini in modo da garantirsi una campagna elettorale da presidente in carica. Lo stesso obiettivo dei leader nazionali del Pdl. A Roma conta il risultato finale. Gli equilibri interni, i giochi di potere e delle “correnti” servono a poco soprattutto se non si riesce a conquistare una regione, come la Campania, che esce da anni di malgoverno e di fallimenti dovuti ad un sistema deviato di governo messo in atto dal centrosinistra.
Non possono sbagliare. Ecco perché hanno schierato in prima linea anche i ministri. Mara Carfagna si candida come capolista. Ed a turno arriveranno in città a fare campagna elettorale tutti i pezzi da novanta del governo. Domenica mattina è stato il giorno di Ignazio La Russa. All’Hotel Vesuvio di via Partenope. Conferenza stampa al fianco di Stefano Caldoro e di Mara Carfagna. Poi convegno nella sala principale della lussuosa struttura con lo stato maggiore campano schierato in prima fila: Marcello Taglialatela, Italo Bocchino, Mario Landolfi, Nicola Cosentino, Maurizio Iapicca, tanto per citare qualche nome.
L’entusiasmo dei militanti presenti in sala è salito alle stelle soprattutto quando il candidato alla presidenza Stefano Caldoro ha lanciato stoccate a Bassolino, a Di Pietro ed a De Luca sui processi e sulla polemica delle liste trasparenti. Un argomento affrontato pure in conferenza stampa proprio dal ministro Ignazio La Russa, il quale si è dimostrato imbarazzato di fronte all’ennesimo caso scoppiato nel centrodestra che riguarda la ricandidatura di Pietro Diodato, consigliere regionale uscente del Pdl. Le informative della Dda e dei carabinieri hanno spiegato “la commistione di interessi politico-mafiosi”, soprattutto nel settore dei rifiuti, tra “Giorgio Amabile, cutoliano della prima ora con un curriculum criminale di tutto rispetto, e l’attività di suo cugino, Pietro Diodato appunto”. Una situazione rimbalzata in sala stampa tra lo stupore generale. Il ministro La Russa è stato evasivo: “Non conosco la questione, posso solo dire che abbiamo un codice etico e non faremo sconti”. Il coordinatore nazionale del aprtito, nonché ministro del governo Berlusconi, arriva a Napoli, parla di questione morale, di liste trasparenti, attacca i fallimenti e gli affari del centrosinistra, punta l’indice contro i business consumati dalla classe dirigente proprio sui rifiuti e poi chiude gli occhi quando gli stessi scandali coinvolgono i suoi uomini. “Non so di cosa parla - ha replicato La Russa -, non conosco il nome del consigliere regionale coinvolto e non voglio saperlo”. La Russa ha risposto così. Eppure, tutte le carte sono state inviate dal consigliere comunale del Pdl di Napoli Marco Nonno, con tanto di lettera d’accompagnamento, a Mario Landolfi, parlamentare e tra i personaggi di spicco del partito in Campania. Quindi, la vicenda la conoscono nei minimi particolari così come conoscono alla perfezione il nome del consigliere regionale coinvolto.
Questione morale, liste trasparenti. Ne parlano tutti. Lo promettono tutti ma nessuno ha voglia di fare realmente pulizia. Analizzano i processi degli altri e non pensano ai loro guai giudiziari ed alle loro commistioni. Una caratteristica comune. Centrodestra e centrosinistra in Campania vanno a braccetto. Sono della stessa pasta. Hanno dimostrato di avere gli stessi “vizietti” ecco perché non possono parlare di questione morale e di liste trasparenti.

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di Giovanni De Cicco
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