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Una nota del Colle difende la mossa di Napolitano

Quirinale: "Scelta con criteri oggettivi e limiti temporali"

I due gruppi arriveranno domani alle ore 11 e alle 12

Quirinale: 'Scelta con criteri oggettivi e limiti temporali'
01/04/2013, 19:00

ROMA - Polemiche sulle decisioni del Presidente della Repubblica e la nomina dei 10 saggi che dovrebbe placare l’attuale crisi politica.
Già Angelino Alfano aveva manifestato il suo iniziale disappunto, a lui si aggiunge l'ex capogruppo alla Camera, Fabrizio Cicchitto, che ha invitato i dieci a concludere il loro operato d’emergenza in 10 giorni, al massimo, per poi intervenire con un esecutivo politico.
E spiega : “Tutte le iniziative, anche estemporanee e fuori dagli schemi tradizionali, come quelle messe in atto dal Presidente della Repubblica vanno bene se servono a costruire il terreno politico e programmatico per una soluzione positiva. Il governo Monti non può sostituirsi all'esigenza di dar vita, dopo le elezioni, ad un nuovo governo, la cui fiducia viene votata dalla maggioranza del Parlamento”, chiarisce l'ex capogruppo alla Camera.
Anche altri esponenti politici guardano con spirito critico al nuovo governo di “saggi” che dovrà rivitalizzare quello tecnico.
Anche Renato Brunetta è voluto intervenire sulla faccenda giudicando non positivamente la risoluzione di Napolitano : “Il presidente della Repubblica prova a prendere altro tempo, chiedendo a dieci soggetti di indicare un programma e un percorso. Tale iniziativa credo non cambierà i dati del problema”.
La leder di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, guarda con sospetto alla cura proposta da Napolitano, poco efficace per l’Italia profondamente ammalata: “Con tutto il rispetto per il Presidente Napolitano, di cui non metto in dubbio la buona fede, stiamo ripercorrendo gli stessi errori che hanno consentito la nascita del governo Monti”, ed aggiunge , “L'idea che pochi tecnici non eletti da nessuno o pochi politici con idee contrapposte, possano offrire soluzioni all'Italia senza ricorrere a dei compromessi al ribasso su ogni tematica è un'utopia che abbiamo già pagato a caro prezzo nel corso dell' ultimo anno”.


AGGIORNAMENTO DELLE ORE 19:00 A CURA DI EMANUELE DE LUCIA

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano riunirà domani mattina al Quirinale le personalità invitate a far parte dei due gruppi di lavoro. Il gruppo che si occuperà delle materie economico-sociali ed europee arriverà al Colle alle ore 11, mentre quello che si occuperà dei temi istituzionali salirà alle ore 12. "Risulteranno evidenti - spiega un nota del Quirinale - sia il carattere assolutamente informale e il fine puramente ricognitivo dell'iniziativa assunta dal presidente della Repubblica sia i limiti temporali, d'altronde ovvi, dell'attività dei due gruppi. Le riunioni dei gruppi di lavoro al Quirinale offriranno anche l'occasione per ogni ulteriore chiarimento opportuno, di fronte a commenti nei quali, ai più larghi apprezzamenti, si sono accompagnati non solo legittimi dubbi e scetticismi, ma anche timori e sospetti artificiosi e del tutto infondati".
Il Quirinale risponde così alle accuse arrivate prevalentemente dal centrodestra. Su Twitter Pasquale Cascella, portavoce del capo dello Stato, spiega anche che "è stato Napolitano a chiamare Draghi per approfondire la valutazione sulla situazione determinatasi. Non sono generici 'saggi', ma personalità scelte con criteri oggettivi in funzione del lavoro già svolto e del ruolo ricoperto". E' stata la risposta a un precedente tweet della professoressa Elisabetta Gualmini dell'Istituto Cattaneo, che aveva scritto: "Per età e soprattutto per genere i 10 saggi non convincono del tutto. L'importante è che dietro ci sia il nostro presidente. Che, per me, dovrebbe rimanere altri 7 anni". La professoressa Gualmini ha sollevato l'assenza di donne nei due gruppi, già sottolineata da Emma Bonino.
Sulle esigenze del Paese e sulla linea programmatica su cui dovrebbero concentrarsi i lavori interviene uno degli uomini scelti da Napolitano. "La vera emergenza - spiega uno del gruppo economico, Filippo Bubbico del Pd - è quella sociale. Bisogna intervenire subito a partire dal fisco. Si punta al rilancio economico e all'equità. La proposta del reddito di cittadinanza avanzata dal M5S sembra più uno slogan. Se non ci sono politiche attive per il lavoro, sarebbe una forma moderna di assistenzialismo. Se invece ragioniamo sulle politiche attive per il lavoro, è possibile discutere e verificare l'efficacia di strumenti anche alternativi per assumere una decisione più congrua".

 

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di Rosa Alvino
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