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Radicali sulla prostituzione nelle provincie di Napoli e Caserta


Radicali sulla prostituzione nelle provincie di Napoli e Caserta
03/04/2013, 14:26

È di pochi giorni fa l’inchiesta della procura di Napoli sulla prostituzione nelle provincie di Napoli e Caserta, la quale rivela una vera e propria holding del sesso.
È sempre più evidente, che negli ultimi anni, il mercato del sesso abbia cambiato volto, spostandosi dalle strade delle città all’interno delle case private.
L’inchiesta della procura di Napoli, porta alla luce un giro di prostituzione che coinvolge circa 50 ragazze che svolgevano la loro attività tra Napoli, Caserta ed il litorale Domitio; inoltre sembra che le stesse ragazze smerciassero, in maniera illegale, grosse quantità di viagra.
Il giro di prostituzione sembrerebbe essere gestito da personaggi vicini ai clan dei D’Alessandro e dei Gionta di Torre Annunziata, con il beneplacito dei Casalesi, ma la stessa inchiesta rileva anche un altro aspetto del “nuovo” volto della prostituzione; infatti oltre alla prostituzione gestita da organizzazioni criminali è sempre più diffusa una gestione completamente estranea da dinamiche delle organizzazioni criminali. Sono sempre di più le donne, ma anche gli uomini, che decidono di prostituirsi e lo fanno senza avere nessun legame con organizzazioni criminali.
In merito interviene Luca Bove, componente del comitato Nazionale di Radicali Italiani e militante dell’Associazione “ Legalità & Trasparenza”- Radicali Caserta : “è ormai evidente che sempre di più spesso le persone decidono di prostituirsi e lo fanno senza avere nessun legame con organizzazioni criminali e non va dimenticato che nel nostro paese la prostituzione non è legale ma lo è lo sfruttamento; nonostante ciò rimane un settore senza nessuna regola e nessuna tutela verso chi liberamente decide di praticarla”. Bove continua: “come Radicali abbiamo presentato una petizione che chiedeva di regolamentare questo settore nella città di Caserta lo scorso 26 giugno e se pur lo statuto del Comune prevede la discussione di petizioni popolari entro 30 giorni ciò ancora non è avvenuto dopo 9 mesi. Va ricordato anche che lo scorso settembre, il sindaco Pio Del Gaudio, in un dibattito radiofonico con Mario Staderini, Segretario di Radicali Italiani, non si dichiarò completamente contrario alla nostra petizione ma nulla ha fatto in tal senso.” Bove conclude: “ La mancata discussione da parte del consiglio comunale è molto grave perché in questo modo non si rispetta la volontà di 300 casertani che avevano firmate questa petizione.”

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di Redazione
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