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Raggiunta l'intesa per il referendum al 21/6; IDV contraria


Raggiunta l'intesa per il referendum al 21/6; IDV contraria
22/04/2009, 11:04

Nella Conferenza dei Capigruppo del Senato di oggi pare essere stata raggiunta una intesa: il referendum si terrà il 21 giugno prossimo, insieme al turno di ballottaggio - laddove ci sarà - per le amministrative. La legge di deroga, che è indispensabile per sforare il limite del 15 giugno prevista dalla legge attuale, sarà - secondo quanto si è saputo - una leggina piccola e dalla veloce approvazione, magari in sede deliberante (cioè esame ed approvazione della legge fatta in Commissione e senza passare dall'aula; modalità possibile solo con l'assenso dell'unanimità dei partiti, ndr).
Anna Finocchiaro, capogruppo al Senato del PD, ha detto: "La data del 21 giugno non ci soddisfa. Noi avevano chiesto l’accorpamento al 6 giugno, ma ormai è tardi essendo scaduto il termine per procedere in questo senso. Si va al 21 ma è bene che questa data resti certa". Opposizione da parte dell'Italia dei Valori, che col suo capogruppo al Senato, Felice Belisario, precisa: "L’Idv è contraria a qualsiasi spostamento della data del referendum. Siamo contrari alla deliberante. Continueremo la nostra battaglia perchè è pericoloso non far votare i cittadini quando lo stabilisce la legge".
E così il PD è caduto nuovamente nella trappola del PdL. Infatti adesso nessuno potrà più dire che c'è la "Bossi-tax" per le centinaia di milioni buttati dalla finestra a causa del mancato accorpamento con le elezioni del 6 e 7 giugno. Sarà troppo facile rispondere che la data del 21 l'ha scelta il PD. Complimenti alla loro intelligenza politica: a giudicare dalle mosse che sta facendo, il partito di Franceschini potrebbe iscriversi in massa in quello di Berlusconi, visto che collaborano così bene, a vantaggio di quest'ultimo.

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di Antonio Rispoli
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