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Rapporto SVIMEZ, Ronghi: Campania al palo

“È la Campania la regione più povera d’Italia addirittura è ultima anche in agricoltura e in alcun modo si intravedono possibilità di un serio sviluppo, nel prossimo futuro”.
È quanto dichiara il Vice Presidente del Consiglio Regionale della Campania, Salvatore Ronghi, riguardo la situazione “drammatica” della Campania, emersa dal rapporto 2009 dello Svimez.
“Tratti sostanzialmente significativi fanno emergere – sottolinea – che la maglia nera, spetta secondo molte angolature alla Campania, penalizzata oltre modo dalla recessione internazionale e da una politica fallimentare, che di fatto la condannano ad un purgatorio eterno, per la mancanza di un serio progetto di sviluppo socio-economico”.
“Un’economia che tarda a decollare con – prosegue - una sostanziale variazione negativa del Pil, che si è fatta sentire in tutte le regioni, ma gli effetti più forti si sono registrati nella nostra regione, dove il calo è stato del 2,8 per cento. In quest’ottica la vera piaga sociale per lo sviluppo della Campania – prosegue – rimane la vera mancanza di lavoro vero e reale, col tasso più basso di occupazione pari al 42.5% contro il 70.8 dell'Emilia Romana”.
“In quest’ottica entra a pieno regime – sottolinea – la migrazione dal Sud verso il Nord alla ricerca di un lavoro, dove ancora una volta la Campania risulta rappresentare il fanalino di coda del Paese e del Mezzogiorno, con l’emorragia più forte (-25 mila) solo nell’ultimo, a differenza della Puglia e Sicilia rispettivamente con 12.200 e 11.600 unità in meno”.
“Un quadro veramente drammatico che – conclude il Vice Presidente dell’assemblea regionale della Campania – ci deve portare a puntare sul potenziamento delle infrastrutture, su una più diffusa sicurezza del territorio, una lotta serrata alla illegalità ed al sommerso e sulla fiscalità di compensazione e porre fine all’assistenzialismo. Se tutto questo non ci sarà il dramma che vive oggi il Mezzogiorno e la Campania, diventerà ancora di più una questione nazionale. Senza il rilancio di quest’area del Paese non ci sarà sviluppo e ripresa per l’Italia intera”.

 
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