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Napoli. L'Idv lo candida a presidente della Regione

Realfonzo baratta le dimissioni con la poltrona da onorevole


Realfonzo baratta le dimissioni con la poltrona da onorevole
10/12/2009, 23:12

NAPOLI - Una rappresentazione teatrale di pessimo gusto. Le dimissioni dell’assessore al Bilancio del Comune di Napoli, Riccardo Realfonzo, in apparenza danno l’impressione dell’ennesimo atto, semmai ce ne fosse ancora bisogno, che testimonia il fallimento del centrosinistra al governo del Municipio e della Regione Campania. Realfonso ha utilizzato parole durissime proprio contro il primo cittadino ed il governatore. Insomma, si è accorto, forse è l’unico napoletano che non lo aveva fatto ancora, che con Bassolino e Iervolino “non è possibile avviare delle politiche innovative”. Ha scoperto l’acqua calda. Poi, il solito copione. Gli esponenti di partito e i consiglieri comunali cominciano ad inviare comunicati per polemizzare e tirare acqua al proprio mulino in vista delle prossime elezioni regionali. C’è chi contesta Realfonzo. Chi lo condivide, chi si schiera a metà strada tra l’ex assessore e i vertici delle istituzioni locali. Si trova tutto ed il contrario di tutto. Una commedia già vista. Nessuno, però, ha avuto il coraggio di dire la verità. Di entrare nel merito della questione per smascherare Realfonzo e tutti i partiti del centrosinistra dall’ennesima manovra tutta elettorale.
Il discorso è molto più semplice di quanto possa apparire. Un ruolo fondamentale in questa vicenda l’ha giocato l’Idv. Proprio così. L’Italia dei valori. Infatti, è ormai ufficiale che l’Udc correrà in Campania con il centrodestra. Alleata del Pdl e dell’Mpa. Sulla carta non c’è partita. Senza lo “scudocrociato”, il centrosinistra si avvia verso una sconfitta sicura. Sulla scorta di quanto avvenuto alle ultime Provinciali. Il malgoverno, gli sprechi, le clientele, il bubbone dei rifiuti, gli arresti e le inchieste che hanno coinvolto personaggi eccellenti della coalizione di governo al Municipio e alla Regione pesano come dei macigni. Per fronteggiare l’ascesa del Pdl c’era una sola strada: mettere insieme tutto, dal Pd alla sinistra radicale ed imbarcare pure l’Udc. Questa strategia, come detto, è saltata. Allora si passa la piano B. Ogni partito si presenterà da solo con un proprio candidato presidente. Sinistra e libertà sceglierà il proprio leader, lo stesso faranno il Pd e l’Italia dei valori. Antonio Di Pietro ha subito pensato ad un nome di grande impatto. Luigi De Magistris. Avrebbe colto due piccioni con una fava. Avrebbe ridimensionato il magistrato che sta diventando, dopo gli scandali e gli errori che hanno coinvolto il partito e la famiglia del simbolo di “Mani pulite”, la vera icona dell’Idv. In “appeal”, ha superato persino Di Pietro. Ecco perché il leader voleva candidare De Magistris. Per racimolare voti, portarlo in consiglio regionale, fare una campagna elettorale tutto improntata sulla legalità e sulla questione morale, ed allo stesso tempo avrebbe dato all’ex magistrato della Procura di Catanzaro una rilevanza locale, tutta campana. Lo avrebbe tolto, in parte, dalla scena nazionale. De Magistris ha capito il gioco e si è tirato indietro. Allora la scelta indovinate su chi è caduta? Su Realfonzo. L’assessore al Bilancio del Comune di Napoli. Una figura di secondo o terzo piano disposta alla figuraccia elettorale in cambio di un posto sicuro in Regione. C’era un solo problema. L’assessore della Iervolino non poteva candidarsi come l’alternativa ad un “sistema immorale e clientelare” del quale fa parte. C’era bisogno di un atto forte. Che puntuale è arrivato. Si è dimesso puntando l’indice contro Bassolino e Iervolino. La scelta più semplice e più comoda. A lui è convenuto. Non è un politico di razza. Non ha preferenze. In lista non avrebbe mai coronato il sogno di sedersi su una poltrona alla Regione. Con la candidatura a presidente della lista dell’Idv, invece, può tagliare il traguardo. Diventa onorevole. Realizza un sogno impensabile solo qualche mese fa. Ecco perché non ci ha messo troppo tempo a firmare e protocollare le dimissioni. E’ il primo atto della commedia che si concluderà con la prossima campagna elettorale.
Nessuno lo ha detto. Né i partiti, né i consiglieri comunali che si sono affannati per guadagnarsi un rigo sulla stampa. Questione di visibilità. I veri motivi li conoscono tutti ma non ne parlano. Tattica e strategia mentre i problemi aumentano, la disoccupazione cresce, così come aumenta il degrado ed il disagio sociale.
Realfonso è il primo e non sarà l’ultimo. Il centrosinistra ha perso la bussola. Ed i personaggi in cerca di autore usciranno allo scoperto nei prossimi giorni. Professionisti della politica, stipendiati, finti dirigenti che, con una sconfitta alle porte, dovranno lasciare le stanze di Santa Lucia e del Centro direzionale per inventarsi un mestiere. E’ finito un ciclo. Anzi, un’epoca.
 

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di Giovanni De Cicco
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