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REAZIONI IN ITALIA SUL TIBET


REAZIONI IN ITALIA SUL TIBET
17/03/2008, 08:03

L'appello del Ministro degli Esteri italiano uscente, Massimo D'Alema, a non fare entrare la questione del Tibet nella campagna elettorale italiana è rimasto assolutamente inascoltato. Una delle prime reazioni è stata quella di Luca Volontè, dell'UDC, che ha accusato Prodi e D'Alema di chiudere gli occhi davanti alle persecuzioni di cui in Asia sono vittime soprattutto i cattolici.

Fausto Bertinotti, candidato premier per la Sinistra Arcobaleno, ha affermato che bisogna essere severissimi contro la Cina, per quello che sta facendo, ma non bisogna arrivare al boicottaggio delle Olimpiadi che sono un incontro tra tutti i popoli del mondo. Paradossalmente, sulla stessa lunghezza d'onda Gianfranco Fini, ex AN attualmente numero 2 del Pdl, che ha affermato che quello che sta succedendo, seppur gravissimo, non autorizza a parlare di boicottaggio.

Tra i favorevoli al boicottaggio il verde Paolo Cento, che lo indica come unico metodo per ottenere il rispetto, da parte del governo cinese, dei diritti umani. Lo stesso per Gianni Alemanno, candidato sindaco a Roma per il Pdl, che ha lanciato una petizione al governo perchè ritiri gli atleti italiani dai Giochi Olimpici.

Come sempre, i toni più forti sono quelli della Lega Nord che chiede con Calderoli la cessazione di ogni rapporto con la Cina e con Castelli il boicottaggio non solo dei Giochi Olimpici, ma anche di tutti i prodotti cinesi.

Giorgia Meloni, ex deputata di AN, attualmente nel Pdl, ha chiesto anche il ritiro dell'ambasciatore dalla Cina.

Walter Veltroni si è limitato a definire "inaccettabile e ingiustificabile" quello che sta avvenendo ai tibetani. Rimane assordante il silenzio sull'argomento del candidato premier favorito, SIlvio Berlusconi.

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di Antonio Rispoli
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