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Reazioni politiche alla cancellazione parziale della legge 40


Reazioni politiche alla cancellazione parziale della legge 40
02/04/2009, 08:04

La sentenza della Corte Costituzionale, che ieri ha tolto uno dei cardini su cui si regge la legge 40 sulla fecondazione artificiale, ha scatenato l'ira e le reazioni furibonde del PdL, che replica con la nota irresponsabilità che ha sempre dimostrato. Si va dallo "sconcertato" di Rocco Buttiglione, al "perplesso" di Maurizio Lupi (reazioni queste nella norma, ndr) al "vulnus legislativo" evocato da Laura Bianconi; addirittura al "grave problema per la democrazia" evocato dal Ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi. Peccato che a nessuno di loro viene in mente che non è la sentenza il pericolo per la democrazia, ma il fatto di avere scritto ed approvato di forza una legge che viola la nostra Costituzione: quello è il vulnus legislativo, quello sconcerta e rende perplessi.
Molta incertezza nelle reazioni del PD, con un Dario Franceschini che chiede "regole per disciplinare i temi etici". Ovviamente vuole evitare che rinascano tensioni tra l'ala estremista cattolica, rappresentata da Rutelli, dalla Binetti e da Dorina Bianchi, e il resto del partito.
Invece festeggiano i laici, a cominciare dalla senatrice Emma Bonino, deputata radicale eletta col PD, che ha ricordato che "sulla laicità non bisogna avere incertezze. Questa vicenda dimostra anche che se si fosse fatta una grande campagna di libertà e di laicità, avremmo evitato la legge 40 e il vero e proprio obbrobrio che è il ddl sul testamento biologico".

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di Antonio Rispoli
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