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Refendum, le dichiarazioni del mondo politico


Refendum, le dichiarazioni del mondo politico
13/06/2011, 17:06

BERSANI: "Questo e' stato a parer mio un referendum sul divorzio: sul divorzio tra il governo e il paese". Il segretario del Pd Pierluigi Bersani appare raggiante alla conferenza stampa convocata al Nazareno per un primo commento sui risultati del referendum, dei quali sottolinea l'importanza storica e la valenza politica, ribadendo quindi con forza la richiesta di dimissioni all'esecutivo e di elezioni anticipate, in caso di impossibilita' di procedere a una riforma elettorale: "Vedendo i dati finali - ha osservato - potremmo forse accorgerci che i si' hanno avuto la maggioranza assoluta degli italiani. Un risultato straordinario, incredibile, un messaggio che e' pieno di speranza e di fiducia per il cambiamento. Abbiamo visto - ha proseguito - uno straordinario moto di partecipazione su problemi rilevantissimi come la giustizia, il nucleare e l'acqua. Adesso tocca a noi dare una risposta positiva. Siamo pronti alle nostre proposte in Parlamento". "Ma come? Fino a trentasei ore fa si erano presentati in tv con il volto buono, appellandosi anche agli elettori di centrodestra, garantendo che il voto era e doveva rimanere su quattro temi concreti. Ma dopo neanche mezz'ora dalla chiusura delle urne, Bersani ha gettato la maschera e ha rivolto la prima offesa contro gli elettori, cercando di distorcere e usare politicamente il loro voto". Cosi' Daniele Capezzone, portavoce Pdl che agiunge: "Noi, certo, abbiamo il dovere di ascoltare gli elettori. Ma Bersani ha il simmetrico dovere di non cercare di appropriarsene indebitamente. Non si votava per l'uno o l'altro schieramento politico, ma su questioni precise, tra le quali l'acqua, tema su cui Bersani ha improvvisamente dimenticato le posizioni del deputato Bersani e del ministro Bersani".  

DI PIETRO: ''L'Idv in tempi non sospetti ha chiesto le dimissioni di Berlusconi. Farlo ora in nome dei risultati referendari e' una strumentalizzazione''. Cosi' Antonio Di Pietro ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano di commentare una dichiarazione di Pier Luigi Bersani che chiedeva le dimissioni del premier. ''Sono andati a votare si' - ha aggiunto l'ex pm - anche molti elettori del centrodestra. Per rispetto nei loro confronti non possiamo chiedere le dimissioni del governo solo in nome dei referendum''

POLVERINI: "Il Paese ha scelto -ha annunciato la Polverini- il governo aveva gia' detto che avrebbe fatto secondo la decisione del popolo. Non credo che il referendum possa mai essere interpretato come un segnale politico. E' uno strumento di democrazia, abbandonata in passato, che ora riprende vigore. Piuttosto che ricominciare con una discussione sterile -ha auspicato il presidente della Regione Lazio- dobbiamo dare risposte concrete. La crisi morde ancora, le famiglie sono preoccupate e molte aziende sono in crisi. Lo ripeto, il Paese aspetta ora risposte a queste tematiche -ha concluso- con ulteriori dibattiti".

FRANCESCO STORACE: 
"Alle politiche gli elettori che votarono contro Berlusconi furono 18 milioni. Ora i referendari sono stati 26 milioni circa. Il centrodestra non puo' lasciare senza rappresentanza almeno 10 milioni di elettori che alle urne hanno deciso di andarci. Ripartire con umilta' e la consapevolezza che le questioni sociali sono prioritarie anche da questa parte del campo". Lo scrive su facebook il Segretario Nazionale de La Destra, Francesco Storace, a commento dei referendum.

CALDORO: 
"Sono andato a votare  ieri e nelle schede ci sono anche dei no". Così il  governatore campano Stefano Caldoro rispondendo stamane a una  domanda sui referendum a margine dell'assemblea annuale degli  industriali che si è tenuta all'accademia aeronautica di  Pozzuoli.

RONGHI: "Il popolo, ancora una volta, ha dimostrato di essere molto più avanti della politica: la vittoria dei referendum è, infatti, conseguenza della scelta maturata nella coscienza e nella democrazia, mentre i partiti sono i grandi sconfitti". E' quanto sottolinea il dirigente nazionale di Forza del Sud, Salvatore Ronghi, che aggiunge: "se la classe dirigente politica non comprende che c'é una grande voglia di cambiamento, tutto diventa più difficile sia nel governo del territorio locale, sia sul piano nazionale".  "Né a destra né a sinistra si può e si deve cantare vittoria - sottolinea l'ex vice presidente del Consiglio regionale della Campania - se la politica non avvia una seria riflessione interna che porti al rinnovato rapporto con i cittadini e al rinnovamento della classe dirigente". Nel commentare i risultati della partecipazione al referendum, Ronghi evidenzia, inoltre, che "nel Sud e, particolarmente, in Campania, è stata registrata una partecipazione minore al voto rispetto alle città e alle regioni del centro nord; ciò evidenzia la scarsa motivazione alla partecipazione alle scelte democratiche da parte delle popolazioni del Mezzogiorno dovuta soprattutto alla crisi socio economica e alla mancanza di risposte politiche ed istituzionali alle problematiche del sud: il Paese non si rimette in moto - e non si rimette in moto la democrazia - se il Sud continuerà ad essere penalizzato dal mancato sviluppo".

CONSIGLIA SALVIO: ''è una vittoria molto significativa, gli italiani si sono espressi, ma ora aspettano i fatti. Solo così i referendum avranno un significato. Non deludiamo le aspettative di chi, mai come ora, ha saputo dire e ha capito ciò che vuole, e lo ha espresso col voto. Un grido unanime da tutta Italia è stato lanciato, vogliamo che sia un grido di gioia e non di rabbia. Il popolo resti sovrano come impone la nostra Carta Costituzionale. Alle istituzioni ora spetta il compito di agire in conseguenza alla volontà popolare. La voce torni al popolo, le istituzioni prestino ascolto e diano al referendum la giusta attenzione.''

VITTORIA FORTE: ''È successo. Nessuno l'avrebbe mai detto, né immaginato. I movimenti per i beni comuni ed i comitati sono riusciti ad aprire nel paese e in Campania un dibattito grande e inaspettato. Il 12 e 13 giugno milioni di persone si sono pronunciate su questioni fondamentali e costituenti come acqua, energia, servizi basici, grazie al lavoro quotidiano di decine di migliaia di attivisti. Se l'Italia finalmente riscopre temi centrali per la politica e la vita di tutti e tutte lo deve alla passione ed alla capacità di movimenti e comitati che hanno in questi ultimi anni costruito vertenze, mobilitazioni, approfondimenti, ricerche e dibattiti. Questo è avvenuto nella nostra regione, questo è il seme che abbiamo fatto crescere e che continuerà a dare i suoi frutti a partire da domani richiedendo una inversione di tendenza nel modello di gestione dei servizi idrici e del modello di sviluppo di questo paese. Sono questi i temi di fondo introdotti dai referendum, non certo la spallata verso un governo già di per sé moribondo. Quale tipo di sviluppo, quali diritti, quale ruolo per i cittadini, come uscire dalla morsa pubblico/privato, quali responsabilità e opportunità abbiamo di fronte? Quale Italia vogliamo, è il grande dibattito aperto dai comitati. Il messaggio è chiaro e la gente capisce cosa vogliamo e verso dove vogliamo, tutti insieme, andare. L'elemento di successo della partecipazione sta nelle metodologie e pratiche nuove che si stanno sperimentando, che chiudono definitivamente con i modelli verticistici del passato''.

P.ALEX ZANOTELLI: ''è una gioia grandissima, immensa, ma soprattutto è un piccolo miracolo che vorrei dedicare ai poveri del sud del mondo. Questo evento avrà un impatto enorme sul Parlamento europeo ma anche un risvolto sul piano mondiale, difatti tocca riflettere in chiave globale: se si va alla privatizzazione della gestione dell'acqua si hanno per forza di cose milioni di morti, e sono i poveri a morire. Ecco questa vittoria italiana va dedicata alle famiglie povere di questo paese, che sono sempre di più. Per l'italia è un'indicazione forte e chiara, inequivocabile: che c'è una cittadinanza attiva che ha saputo, contro tutto e tutti, contro tutti i media e tutti i partiti, vincere e imporsi''.

FINOCCHIARO: 
"Al di la' di ogni altra possibile considerazione, i referendum ci consegnano un segnale molto chiaro: i cittadini italiani hanno licenziato il governo Berlusconi". Lo dice Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato. "I risultati di questi referendum - sottolinea Finocchiaro - si devono innanzitutto all'impegno dei comitati promotori, ai quali va il nostro ringraziamento, alla passione dei tanti giovani che si sono mobilitati e alle forze politiche del centrosinistra''. ''Detto questo, sento di poter fare due riflessioni. La prima riguarda il merito dei quesiti. Anche se Berlusconi in persona ha cercato di minimizzare, l'oggetto del contendere ha riguardato questioni rilevanti come le politiche ambientali, energetiche e della giustizia del governo della Destra. Mi sembra evidente che l'operato dell'esecutivo su queste importanti materie e' stato bocciato. La seconda riflessione e' piu' politica. I numeri ci dicono che a votare sono andati anche molti elettori del centrodestra. E il risultato dei referendum, con una mobilitazione popolare che ha superato anche l'ostacolo del mancato election day e la bella stagione con i relativi inviti ad andare al mare, ci dice -sottolinea- che la maggioranza degli italiani e' ormai lontana da questo governo''. ''Vedremo se Berlusconi in Parlamento avra' ancora i numeri. Quello che e' certo e' che non li ha nel Paese. Oggi gli italiani hanno licenziato il governo di Berlusconi e Bossi. Penso che il premier farebbe bene a presentarsi in Parlamento dimissionario. E' ora - conclude Finocchiaro - di rimettere la scelta del futuro nelle mani degli italiani".

MARUCCIO (IDV): ''La grande affermazione dei referendum, oltre ad avviare il conto alla rovescia per la caduta del governo, fornisce chiare indicazioni degli umori dei cittadini nei confronti del governo della Regione e della citta' di Roma''. E' il commento ai risultati dei referendum del segretario regionale dell'Italia dei Valori, Vincenzo Maruccio. ''Questo plebiscito - spiega Maruccio - indica che i cittadini di Roma sono contrari alle privatizzazioni dei servizi pubblici che vorrebbe Alemanno. Quanto alla Polverini, la sua scelta di votare contro l'indicazione di Berlusconi, divarica una frattura che rischia di legare le sorti della maggioranza regionale a quelle precarie del governo nazionale. Il risultato del referendum e' una vittoria indubbia dell'Italia dei Valori, che ha creduto fortemente alla potenza dello strumento referendario anche quando altre forze del centrosinistra dimostravano una certa freddezza''

CAPEZZONE: ''Ma come? Fino a trentasei ore fa si erano presentati in tv con il volto buono, appellandosi anche agli elettori di centrodestra, garantendo che il voto era e doveva rimanere su quattro temi concreti. Ma dopo neanche mezz'ora dalla chiusura delle urne, Bersani ha gettato la maschera e ha rivolto la prima offesa contro gli elettori, cercando di distorcere e usare politicamente il loro voto''. Lo dichiara in una nota Daniela Capezzone, portavoce del Pdl. ''Noi, certo, abbiamo il dovere di ascoltare gli elettori. Ma Bersani ha il simmetrico dovere di non cercare di appropriarsene indebitamente - prosegue Capezzone -. Non si votava per l'uno o l'altro schieramento politico, ma su questioni precise, tra le quali l'acqua, tema su cui Bersani ha improvvisamente dimenticato le posizioni del deputato Bersani e del ministro Bersani''.

MARINO (pd): ''E' un risultato entusiasmante. Con questo referendum gli italiani hanno dato prova di maturita' e della volonta' di essere coinvolti nelle decisioni che li riguardano: hanno scelto una direzione opposta a quella indicata dal Governo. Ormai, qualunque terapia d'urto e' inutile, questo esecutivo e' un malato terminale. L'unica via e' dare le dimissioni''. Cosi' Ignazio Marino, senatore del Partito Democratico. ''Servono decisioni urgenti - continua Marino - su lavoro ed economia, il paese non vuole piu' essere umiliato da una maggioranza che non governa e che impone scelte per gli interessi di pochi. L'unica strada passa per l'approvazione di una nuova legge elettorale, che riconosca ai cittadini la forza dimostrata in questa consultazione referendaria. Poi andiamo alle urne per permettere a una nuova maggioranza di centrosinistra, che gia' esiste, di modernizzare l'Italia, mettendo fine al ventennio berlusconiano''.

QUAGLIARIELLO:
 "I risultati del referendum vanno rispettati nella loro crudezza e non vanno strumentalizzati. Se qualcuno lo fa, a lungo termine sarebbe smentito o sconfitto'': cosi' Gaetano Quagliariello (PDL), ospite dello Speciale Referendum del TGLA7 condotto dal direttore, Enrico Mentana. ''Io credo che questo referendum avesse un grado di strumentalita' troppo elevata. Sul quesito riguardante il nucleare, era una scelta gia' fatta dal Governo che ora e' stata ribadita con forza. Sul legittimo impedimento penso che sia un illegittimo accanimento per una legge che tra l'altro andava a scadenza tra 7 mesi'', ha aggiunto. Poi ha affermato: ''Sapevamo che il quorum fosse a portata di mano, il quesito sul nucleare ha avuto un effetto di trascinamento. Non abbiamo sottovalutato il referendum, e' il motivo per cui abbiamo dato liberta' di scelta ai nostri elettori: liberta' che e' stata seguita''.

SERENI: ''Il raggiungimento del quorum e' una sonora sconfitta per chi, Berlusconi e Bossi in prima fila, ha inutilmente cercato di scoraggiare gli elettori dal voto''. Lo afferma Marina Sereni, vicepresidente dell'Assemblea del Pd. ''E' una bellissima vittoria della partecipazione democratica. Occorre ringraziare tutte le associazioni, laiche e cattoliche, che in queste settimane si sono mobilitate per informare i cittadini in particolare sui referendum relativi all'acqua e al nucleare. La vittoria dei SI' su questi quesiti dimostra una grande sensibilita' per i temi ambientali e per i beni comuni. Il risultato sul legittimo impedimento dimostra finalmente che (contrariamente a quanto ripetuto fino alla noia dal Presidente del Consiglio) anche sulla giustizia la maggioranza degli italiani non e' con lui e con le sue proposte di 'riforma ad personam'. Ora Berlusconi e i suoi alleati dovrebbero trarre le conseguenze di questo pronunciamento popolare e dimettersi prima della verifica parlamentare. Questo voto conferma che il vento e' cambiato e spira sempre piu' forte. Noi siamo pronti ad aprire una stagione politica nuova''.

CHITI: ''Anche in occasione dei referendum la Toscana ha dato nuovamente prova di grande maturita' politica con una larga partecipazione al voto, che attestandosi oltre il 63,5% si e' rivelata superiore alla media nazionale. Nelle province di Firenze, Siena e Livorno e' addirittura bastata la giornata di domenica per raggiungere il quorum''. Lo afferma il vice presidente del Senato Vannino Chiti (Pd). ''Tanti cittadini toscani sono andati a esprimere il loro voto sui quattro quesiti perche' hanno una grande voglia di partecipazione e il desiderio di determinare, con le proprie idee, il futuro del nostro paese'', ha aggiunto Chiti.

ANCI: "Se le ipotesi di una vittoria dei 'Si'' sui quesiti referendari in materia di acqua dovesse venire confermata dai dati definitivi, è ovvio che il giudizio espresso dai cittadini dovrà essere esaminato e valutato con attenzione": lo afferma Giorgio Galvagno, Sindaco di Asti e responsabile Servizi Pubblici Locali dell'Anci. "Nei Comuni - spiega l'esponente dell'Associazione dei Comuni - ci troveremmo ad affrontare una situazione di incertezza, con problemi di raccordo fra la legislazione europea e quella nazionale in materia. Una situazione di fronte alla quale bisognerà vedere quale sarà l'intento del legislatore nazionale, ma che nel frattempo impone agli amministratori locali una riflessione sul tema. Molte cose, se l'esito dei Referendum verrà confermato come sembra, dovranno essere riviste, a partire - conclude Galvagno - dalla definizione degli Ato, con tutte le ulteriori incertezze che ne conseguono"

ENZO AMENDOLA (PD): “La luna di miele tra i cittadini e il centrodestra e' finita. Dopo la pesante sconfitta alle amministrative, anche i campani hanno detto "no" al nucleare come voleva la destra, alle leggi ad personam e alla privatizzazione dell’acqua" cosi' Enzo Amendola, segretario regionale del Pd Campania, commenta i risultati dei referendum. "Il centrodestra aveva accettato la scelta del governo nazionale di realizzare un impianto nucleare nel Garigliano secondo il piano energetico di Berlusconi ed e’ stato sconfitto. Nonostante il Pdl avesse invitato i cittadini, anche nella nostra regione, a disertare le urne per andare al mare, il quorum e' stato raggiunto" aggiunge Amendola. "Un ringraziamento per lo straordinario risultato va innanzitutto ai comitati civici, ai movimenti, alle associazioni e ai tanti cittadini che liberamente hanno deciso di recarsi alle urne, e sopratutto ai piu' giovani che in queste ore su internet e i social network sono stati i veri protagonisti della vittoria" conclude Amendola.

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di Redazione
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