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Referendum: 48 ore per decidere l'accorpamento nell'election day


Referendum: 48 ore per decidere l'accorpamento nell'election day
14/04/2009, 14:04

Continuano le tensioni tra PdL e Lega per i referendum. Come è noto, la Lega chiede che avvengano il 14 giugno, in modo da dissuadere i cittadini ad andarci. Ma il PdL comincia a vedere la convenienza che avrebbe la vittoria del sì in questi referendum (il primo partito prende il 55% dei voti) anche se ci sono delle difficoltà (Berlusconi non potrebbe presentarsi in tutti le 20 circoscrizioni elettorali). E questo crea difficoltà, soprattutto se consideriamo che il PD sta facendo pressioni per l'unificazione delle date, dato che così si risparmierebbero forti somme di denaro, che sono state quantificate in 400 milioni di euro circa. La Lega Nord risponde che in realtà il risparmio sarebbe inferiore ai 200 milioni (che comunque non sono bruscolini, ndr) e che comunque il referendum deve essere ostacolato perchè la vittoria dei Sì danneggerebbe i piccoli partiti.
Ma sono decisioni che ormai vanno prese in fretta. Infatti ci vogliono tra i 50 e i 75 giorni di campagna elettorale, per legge, e se non viene varato il provvedimento entro giovedì, mancano i 50 giorni, fino al 7 giugno. Quindi già la scelta di tenere il Consiglio dei Ministri per venerdì - come dovrebbe essere, stando alle notizie attuali - sarebbe una decisione contraria all'accorpamento.
Si parla però di una situazione di compromesso: unificare il referendum col turno di ballottaggio al 21 giugno. Soluzione più delicata, perchè impone prima l'approvazione di una apposita legge, dato che attualmente la legge prevede che i referendum abrogativi si tengano tra il 15 aprile e il 15 giugno. Legge che però dovrebbe avere un iter rapidissimo, visto che dovrebbe essere approvata entro due settimane, altrimenti salterebbe anche il 21 giugno.
A meno che non si decida di far saltare il referendum, evitando semplicemente di deciderne la data. Sarebbe una grave violazione dei diritti costituzionali dei cittadini; ma non sarebbe la prima iniziativa in questo sneso, da parte di questo governo.

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di Antonio Rispoli
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