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Il Pd: premier ostaggio della Lega

Referendum, Berlusconi frena. Fini: “Andrò a votare”


Referendum, Berlusconi frena. Fini: “Andrò a votare”
09/06/2009, 18:06

Se per Berlusconi non è opportuno “un sostegno al referendum”, Gianfranco Fini non ha intenzione di fare nessun dietrofront: andrà senza dubbio a votare. In un comunicato di oggi della presidenza del Consiglio dei ministri si legge che “non appare opportuno un sostegno diretto al referendum”. Una presa di posizione che ha provocato dure reazioni da parte del Partito democratico e dei promotori del referendum.

“Come volevasi dimostrare, - ha dichiarato il senatore Giorgio Tonini, del Pd, - il premier molla il suo impegno sul referendum. Berlusconi ha una parola molto ondivaga, i suoi impegni della mattina non sono validi a sera. E’ evidente che dopo il risultato elettorale deve privilegiare l’alleato Bossi del quale è sempre più ostaggio per assicurarsi l’impegno per i ballottaggi”.

Il professore Giovanni Gazzetta, presidente del Comitato promotore del referendum sulla legge elettorale, ritorna sul rapporto Bossi-Berlusconi e sul cambiamento di posizione nato dopo le elezioni. “Bossi ricatta e Berlusconi segue, - dice senza mezzi termini, - sono passate 24 ore dalle elezioni ed è evidente che Bossi ha già chiesto un posto in più in Rai, due Regioni e la rinuncia al referendum”.

Il presidente del Consiglio solo a fine aprile aveva espresso una posizione del tutto diversa da quella assunta oggi. “Il referendum, - aveva detto ai giornalisti durante la sua visita a Varsavia, - dà il premio di maggioranza al partito più forte. Vi sembra che io possa votare no? Va bene tutto, ma non si può pensare di essere masochisti”.

Sulla botta e risposta tra maggioranza e opposizione riguardo il referendum del 21 giugno è in giornata intervento anche Gianfranco Fini. Il presidente della Camera ha affermato che la sua posizione non cambia. “Vado a votare, - ha detto, - e lo faccio convintamente”. Ed ha aggiunto che, spera, gli italiani facciano lo stesso.
Presenziando alla presentazione di un libro sulle carceri, il numero uno di Montecitorio ha voluto inoltre sottolineare che la situazione dei detenuti è una realtà che le istituzioni “non possono e non debbono ignorare”. Auspicando più certezza della pena, Fini ha inoltre detto: “Basta indulti, servono più carceri”.

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di Nico Falco
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