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Analisi post "quorum" sui segnali che arrivano dal web

Referendum: il Pdl perde ed il Pd non vince. La rivoluzione democratica dell'Islanda

Il paese divorzia dai partiti,premiata la democrazia diretta

Referendum: il Pdl perde ed il Pd non vince. La rivoluzione democratica dell'Islanda
15/06/2011, 19:06

E mentre l'impero Berlusconiano barcolla e probabilmente a breve crolla, la sedicente sinistra "moderata" guidata da Pierluigi Bersani festeggia una non vittoria attribuendosi meriti e glorie che, in buonissima parte, appartengono ad altri ed ad altro.
Qualche esempio? A Napoli, il candidato democratico Luigi Morcone, è stato surclassato sia da Gianni Lettieri che da Luigi De Magistris; dovendosi limitare ad un ruolo di appoggio e sostegno per una vittoria che del centrosinistra ha pochino (e per fortuna.). Situazione molto simile per l'altro luogo di prova fondamentale: a Milano non è stato certo un campione del Pd a trionfare sulla stanca e stancante Letizia Moratti. Con Giugliano Pisapia, il centrodestra è stato ancora una volta battuto da una sorta di outsider proveniente da una sinistra che di pddino ha poco o nulla. Discorso simile per il referendum: il Pd non lo propone e non lo "sponsorizza" fino a pochi giorni prima del 12 e 13 giugno, il quorum viene raggiunto grazie al lavoro estenuante di migliaia di attivisti (più o meno consapevoli e più o meno strumentalizzati) e del sempre più prezioso facebook. Puntuale, anche in questo caso, arriva la rivendicazione dei democratici: Berlusconi avrebbe preso l'ennesima sberla soprattutto grazie a loro. A loro, già: a quelli che, come lo stesso Pierluigi Bersani scriveva nel suo saggio "Per una buona ragione" nel non lontano 2007, aprivano al nucleare con la seguente riflessione:"l’Italia, per risolvere i problemi dell’energia, deve “smantellare il vecchio nucleare e partecipare allo sviluppo del nuovo nucleare pulito, avvicinando la quarta generazione". Il segretario nazionale degli antinuclearisti dell'ultim'ora, utilizzando mirror climbing terminologici che dimostrano sprezzo del ridicolo, parlava addirittura di "nucleare pulito" (un po' come dire:"Aldo Biscardi erudito")
Stessa posizione piuttosto ambigua anche in merito alla gestione dell'acqua. Posizione chiarita (si fa per dire) dalle seguenti parole:"Il pubblico deve avere il comando programmatico dell’intero processo di distribuzione e le infrastrutture essenziali come le dighe, i depuratori, gli acquedotti devono essere sotto il pieno controllo pubblico ma ciò non vuol dire che il pubblico non possa affidare ai privati parti di gestione del ciclo, ovviamente dopo regolare gara e con un’autorità indipendente che vigili costantemente sul rapporto tra capitale investito, tariffe per il consumatore e remunerazione". Peccato che, votare con due si, abbia rappresentato l'abbandono totale di questa politica mista che il buon Bersani sposava appena 5 anni fa e che controfirmò in accordo con la maggioranza di governo nel vicino 2009.
Naturalmente, il 90% degli elettori del Pd, messo dinanzi a simili cambi di marcia, intona il ritornello del buon servo-tifoso che giustifica il proprio padrone-campione sempre, comunque e dovunque. Bersani, cambiando idea in così poco tempo, in maniera così netta e su temi così delicati, ha dimostrato infatti "saggezza" e "umiltà". In tal senso, è quasi grottesco il potere purificante/beatificante garantito dal definirsi di "centrosinistra". Qualunque azione passata e presente compiuta dagli avversari (dichiarati ma non effettivi) di Silvio Berlusconi, viene valutata con un intollerabile e spesso patetico doppiopesismo. Eppure, a costo di essere bollato come "qualunquista" e come scontato, mi piacerebbe che almeno una parte degli italiani riflettessero su di un punto: questo referendum non ha sancito semplicemente la sconfitta del Cavaliere e la presunta vittoria della presunta opposizione. Questo referendum, a modesto parere dello scrivente, ha fatto vincere prima di tutto il popolo e la rete. E lo "scollegato" Straquadanio potrà sbraitare e svendere la propria dignità umana in ogni modo e con ogni bislacca dichiarazione possibile, ma è così e sarà sempre più così: il web controlla, stimola, informa, giudica e, da qualche tempo, smuove le masse e si fonde con il mondo reale.
Internet non è più soltanto chat, avatar, giochi online, peer to peer e porno gratuito. Internet è divenuta un mondo altro (virtuale) intimamente collegato con l'altro mondo (reale). Lo accettino i finti moderni Bersani e gli orgogliosi ed ottusi retrogradi Straquadanio. Se ne rendano conto anche i colleghi tromboni e fieri della propria ignoranza nei confronti dei new media. Se ne accorgano, in ultimo, tutti i gerontocrati che infoltiscono la corte di cialtroni e di lobbisti per anni  sostenitori di una palese oligarchia spacciata per una sacra e perfetta democrazia.

L'ESEMPIO DELL'ISLANDA
E per tutti grandi maestri dell'argomentazione infallibile  che intonano cantilene alla "se non va bene Berlusconi e non ti piace Bersani allora che alternativa vuoi?", siamo anche in grado di presentare un esempio di rivoluzione politico-socio-culturale proveniente non da Saturno ma dall'islanda. In questo ottimo articolo, potete trovare tutti i riferimenti necessari a comprendere come e quanto stia cambiando il mondo e come e quanto, chi governa l'italia, dalla sedicente destra alla finta sinistra, stia facendo di tutto per combattere tale cambiamento cha rappresenterebbe la fine del parassitismo partico e l'inizio di un esaltante e concreto esperimento di quella che potrebbe essere definita "democrazia diretta assistita".

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di Germano Milite
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