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Le opposizioni: il 12 e 13 giugno alle urne avremo 4 “Si”

Referendum: la spallata definitiva al premier?

L’IdV e le iniziative in tutte le principali città

Referendum: la spallata definitiva al premier?
31/05/2011, 09:05

ROMA – Neppure il tempo di dirsi conclusa la doppia tornata delle amministrative e già si ha lo sguardo rivolto ai prossimi 12 e 13 giugno. Si punta ai referendum e l’auspicio è che dopo la doppia batosta incassata, anche la chiamata alle urne sui quesiti referendari possa concludersi in una nuova sconfitta, nel giro di poche settimane, per Silvio Berlusconi e la sua squadra di governo. Una sconfitta, che in questo caso, assumerebbe i connotati di una vera e propria spallata definitiva all’esecutivo Berlusconi. Le opposizioni, compatte, puntano proprio a questo obiettivo: tutti al voto per i referendum del 12 e 13 giugno per mandare a casa il premier.
“Come cittadino, che non vuole rinunciare alle sue prerogative, io a votare ci andrò”, annuncia il presidente della Camera, Gianfranco Fini. E anche se Fli non dà indicazioni di voto ai suoi elettori, pare più che scontato che i finiani, sulla scia del loro leader, si recheranno alle urne. È dal centrosinistra però che si chiede un obiettivo ben preciso: il “Si” ai quesiti su acqua, legittimo impedimento e nucleare (qualora questo non sarà cancellato dalla Cassazione). Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, ha mobilitato il suo partito in questo senso, quando ancora le amministrative erano in corso. “Mi auguro un’altra vittoria dei cittadini italiani: raggiungeremo il quorum e avremo quattro si”, afferma infatti la presidente Rosy Bindi. Intanto, a Napoli, dove si è recato per festeggiare il nuovo sindaco della città partenopea, Antonio Di Pietro proclama: “Berlusconi deve lasciare il governo perchè ha perso la fiducia dei cittadini e la perderà definitivamente con il referendum del 12 e 13 giugno”. L’Idv si prepara a lanciare iniziative in tutte le principali città italiane, incluse Milano e Napoli, a sostegno dei quesiti. Manifestazioni che si spera possano raccogliere sotto lo stesso palco tutti i leader del centrosinistra, accomunati oggi non solo dalla vittoria delle amministrative, ma anche dal comune obiettivo referendario.
Chissà che proprio dalle città protagoniste dei ballottaggi non possa a breve tornare a levarsi “il vento del cambiamento”, questa volta per la terza vittoria consecutiva delle opposizioni e quindi la terza sconfitta definitiva della maggioranza di governo. Di sicuro il raggiungimento del quorum sarebbe un ulteriore chiaro segnale diretto degli elettori al premier.

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di Antonio Formisano
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