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Regionali: Ibrahim Yacoubou, togliamo gli immigrati dalle mani della camorra


Regionali: Ibrahim Yacoubou, togliamo gli immigrati dalle mani della camorra
25/02/2010, 17:02


NAPOLI - ‘Mi candido per cambiare le cose che non vanno in Campania’ cosi’ Ibrahim Yacoubou, 43 anni, spiega il perche’ ha deciso di mettersi in gioco e partecipare alle elezioni regionali con il PD Campania. Arrivato in Italia l’ 8 agosto del 1991, con regolare visto d’ingresso che valeva tre mesi, Ibrahim, va a Casal di Principe (Ce) dove ha vissuto e ha lavorato per cinque anni nei campi. In seguito, con i soldi guadagnati, si iscrive all’Accademia Teatrale “Star Line” di Roma.
Grazie ai suoi studi ha collaborato con il Teatro Nuovo, Mercadante, Galleria Toledo a Napoli. In Sicilia al Teatro d’Arte di Taormina, e al Teatro Argentino di Roma. Sul piccolo schermo Ibrahim ha partecipato alle serie Tv ‘Distretto di Polizia, La Squadra, Un posto al sole, a Napoli Canale 21. Al cinema con Claudio Amendola, e nel film di Matteo Garrone tratto dal libro di Roberto Saviano, Gomorra. Ora si occupa di sociale con i bambini delle scuole elementari, medie e superiori, sulla multiculturalita’, e presso lo sportello immigrati nell’associazione A3I nel centro territoriale Mammut a Scampia.
‘Purtroppo gli immigrati in Campania vivono in condizioni disastrose. La prima cosa da fare, sarebbe regolarizzarli con piu’ facilita’, per evitare di essere sfruttati dalla camorra. Molti miei amici sono finiti nelle mani della malavita organizzata, qualcuno anche ucciso’ spiega.
‘Nel sociale mi occupo dei ragazzi che hanno problemi di comunicazione con la famiglia e con l’immigrazione. Servirebbero – spiega Ibrahim - anche alloggi, non solo per le famiglie italiane, ma anche per gli stranieri: dobbiamo toglierli dalle strade e immetterli in condizioni di poter lavorare onestamente. C’e’ proverbio del mio Paese che dice: dare sempre pesce a qualcuno e’ sbaglio, meglio insegnargli a pescare. Vuol dire regolarizzare gli immigrati, smettere di dare solo aiuti’.
‘Servono, inoltre, maggiori controlli per la sicurezza soprattutto sui posti di lavoro, piu’ controlli nei progetti di formazione finanziati dagli enti pubblici. Insomma – conclude Ibrahim – la parola d’ordine e’ sensibilizzazione’.

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di Redazione
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