Politica / Regione

Commenta Stampa

Il centrodestra annuncia ricorso al Consiglio di Stato

Regionali, il Tar del Lazio dice ancora no alla lista del Pdl


Regionali, il Tar del Lazio dice ancora no alla lista del Pdl
17/03/2010, 21:03

ROMA - Ancora un pronunciamento negativo da parte del Tribunale amministrativo regionale del lazio riguardo la lista presentata dal Pdl per le regionali oramai imminenti.
Dopo il decreto interpretativo emanato dal Governo, il centrodestra laziale aveva infatti preparato una nuovo ricordo per contestare la propria esclusione dalla corsa elettorale. Ia sentenza della Seconda Sezione bis del Tar è però risultato ancora una volta negativo e, subito dopo aver appreso la notizia, il Popolo delle libertà ha annunciato di voler ricorrere anche in questo caso (è la settima volta che il ricorso presentato viene rigettato) al Consiglio di Stato.
Per chiarire le idee agli elettori, a questo punto, è opportuno ricordare che il Pdl ha presentato per la regione Lazio già tre ricorsi differenti collegati alle liste. Anche in questo caso, però, il Tar ha precisato che sono inapplicabili le disposizioni previste dal decreto legge salva-liste. Sempre per lo stesso motivo, come si legge anche su Repubblica "Ancora per lo stesso motivo: le disposizioni previste dalla legislazione statale, anche se intese come disposizioni di tipo interpretativo della legge pre-esistente, non possono essere applicate alle Regioni nelle quali le "disposizioni statali sono state recepite nella normativa regionale".
Soddisfatto del provvidemento il legale del Pd Francesco Rosa secondo il quale il Tar del Lazio "ha accolto tutte le nostre tesi, sia sulla non applicazione del decreto che, soprattutto, sulla correttezza e bontà dei provvedimenti degli uffici elettorali".
In contemporanea alla querelle giuridica nata per le liste, c'è quella esplosa attorno allo stesso decreto che, tali liste, avrebbe dovuto "salvarle". Atteso infatti il responso della Corte Costituzionale riguardo la questione di illegimità costituzionale sollevata dalla Regione Lazio in riferimento ad un decerto che, più che salva liste, potrebbe definirisi salva-incompetenze.

Commenta Stampa
di Germano Milite
Riproduzione riservata ©