Politica / Regione

Commenta Stampa

Casini:"Sono molto deluso dal Pd"

Regionali: in Puglia salta definitivamente l'intesa Pdl-Udc


Regionali: in Puglia salta definitivamente l'intesa Pdl-Udc
28/01/2010, 21:01

BARI - E' una vera e propria carneficina della coerenza la Puglia; con quel "rosso" di Nichi Vendola che non piace né all'Udc né al Pdl ma che al contempo è il più amato della regione (con un 40% quasi sicuro alle prossime regionali). A complicare la già intricatissima questione ci sono anche i mugugni interni del Pd e di tutti i bocciati filo-bocciani rimasti delusi dalle primarie. C'è addirittura chi avanza l'ipotesi che il Pd possa decidere per il definitivo suicidio, ignorando cioè il risultato delle primarie ed accordandosi con Udc e Pdl per "abbattere" il leader di Sinistra ecologica e libertà.
Eppure, questa ipotesi, ci sembra sul serio troppo assurda ed autolesiva persino per il Partito democratico. Il nodo, anzi i nodi, restano a questo punto due: quello palese di Rocco Palese e quello ugualmente nitido di Adriana Poli Bortone. Tra tutta l'incredibile confusione e le frecciate tra centristi e Popolo delle libertà c'è un'unica verità: il governatore uscente è di gran lunga più popolare sia della leader di "Io Sud" che del candidato alla presidenza proposto dal Premier in persona. In effetti, in Puglia ogni partito ha deciso di mostrare i muscoli per poi rendersi conto che quelli vendoliani sono per ora i più forti e convincenti. I primi sono stati proprio quelli del Pd che, manovrati da Massimo D'Alema, hanno tentato di mettere il clamoroso sgambetto a Vendola. Risultato? 70% di preferenze per il governatore, Boccia che ha fatto la fine di un "boccino" e anche gli altri partiti impressionati.
Il Pdl che con Berlusconi, non sapendo più che pesci pigliare, ritrova fiducia addirittura nella sigla ("La forza del nostro partito sta nel suo nome"; ha infatti dichiarato oggi il presidente del Consiglio). "Correremo da soli con Rocco Palese"; avevano invece gridato sicuri della loro insicurezza i berlusconiani un paio di giorni fa. Prontamente è intervenuto Pier Ferdinando Casini che ha accusato il centrodestra di soffrire di "deliri d'autosufficienza". Poi però lo stesso leader centrista, dopo aver annunciato di voler presentare la Adriana Poli Bortone senza chiedere l'aiuto dei poco tollerati rappresentanti del Popolo della libertà, si è reso conto che era opportuno chiudere occhi e magari anche due e proporre un'alleanza strategica per tentare di abbattere il "colosso di sinistra". Eppure, gli accordi alla "il nemico del mio nemico è mio amico" non sono mai durati a lungo e, anche qualcora una grande coalizione Pdl-Udc riuscisse a strappare la regione al centrosinistra, difficile se non impossibile potrebbe essere governare la regione. In ogni caso, il leader dell'Unione di centro, dopo la conferma di Berlusconi per Palese, rassicura: "Non abbiamo cambiato idea...il punto di vista dalla Poli Bortone è il mio".
Verebbe da chiedere: e quindi? Nessuno lo sa e il primo Ministro sembra un po' troppo sicuro di sè quando annuncia:"Vinceremo le regionali in Puglia senza problemi".

Aggiornamento delle 21:15
Dopo aver incassato il secco "no" della Poli Bortone che si è unito all'out-out di Casini, il Premier sancisce definitivamente il divorzio dall'Udc per quanto riguarda la puglia:"Casini? Io non mi faccio incantare da nessuno"; ha infatti sostenuto il leader del Pdl dopo aver riconfermato con convinzione la candidatura a presindente della regione di Rocco Palese.
L'unione di centro rischia dunque di passare da ago della bilancia a partito isolato e bloccato in un pantano fatto d'accuse d'opportunismo ed occasioni sprecate. L'apertura verso il Pd (con la condizione Boccia) e poi l'immediata riconvergenza verso il Popolo delle libertà a patto che si candidasse la Poli Bortone non mette infatti in buona luce la formazione guidata da Casini che, per l'occasione, prende anche le distazne da Bersani dichiarandosi "incredibilmente deluso dal Pd" visto che "Non si può replicare lo schema prodiano dell'aggiungi un posto a tavola quando a tavola prevalgono le forze estremiste".
Il leader centrista poi sostiene comunque che "Noi non accettiamo lezioni da nessuno, né dal Pd né dal Pdl. Loro vogliono solo che ci accodiamo all'uno o all'altro ma non abbiamo nessuna intenzione di farlo".
Il vero nodo della questione è che però i moderati non si sono mai dimostrati sul serio intenzionati a correre da soli nella regione governata al momento dal tanto osteggiato Vendola e, anzi, hanno atteso fino all'ultimo la possibilità di allearsi con qualcuno tra Pd e Pdl; portando all'esasperazione la spesso inutilmente criticata "politica dei due forni". Le carte sembrano essere state dunque messe definitivamente sul tavolo ma, c'è da giurarsi, i giornalisti saranno costretti a correggere il tiro ancora decine di volte; tra smentite e cambi di strategia improvvisi dei vari leader di partito. Per ora Pdl ed Udc si sono chiusi le porte in faccia ma, una "chiave" per la riapertura, la si potrebbe trovare anche tra qualche ora...per poi rismarrirla il giorno seguente insieme alla ragione.

Commenta Stampa
di Germano Milite
Riproduzione riservata ©