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Pronta a partire con la campagna elettorale via Internet

Regionali, la Lonardo strizza l’occhio: “Se il partito vuole…”


Regionali, la Lonardo strizza l’occhio: “Se il partito vuole…”
18/12/2009, 21:12

NAPOLI – Sandra Lonardo è pronta a scendere in campo per le elezioni regionali della Campania. Il divieto di dimora è un ostacolo sormontabile: basta ricorrere alla Rete per la campagna elettorale. Mentre è ancora mistero sul nome del candidato del Pdl (vista la ormai quasi certezza che Cosentino non sarà candidato) ed è buio pesto sulla contromossa del Pd, la lista dei partecipanti alla corsa potrebbe allungarsi con l’aggiunta di un nome eccellente.
Se il partito chiama, Sandra risponde. Lo ha riferito la stessa Lonardo, intervenendo in videoconferenza alla platea dell’Udeur riunita oggi in un albergo napoletano. Parlando al suo partito la presidente del Consiglio regionale, coinvolta in una inchiesta della Procura di Napoli sull’Arpac, ha ribadito la propria innocenza.
“Ho la coscienza tranquilla, mi chiedo perché sono qui, - ha detto Sandra Lonardo, - sto espiando una pena e non so per quali reati”.
Riguardo alle elezioni, invece, la Lonardo si è detta pronta ad esserci e, soprattutto, pronta a partire con la campagna elettorale. Malgrado la legge le vieti di rientrare in Campania, infatti, c’è una scappatoia che le permetterebbe di essere egualmente presente, seppur solo virtualmente: Internet. La Lonardo affiderebbe la sua candidatura alla rete, contando sulla stessa tecnologia che le ha permesso, questa sera, di partecipare all’incontro del Campanile. “La tecnologia, e lo potete constatare in questo momento, - ha spiegato la Presidente, - mi consente di essere virtualmente con voi, seppur ‘confinata’”. Unico ostacolo alla sua candidatura, l’opinione del partito. “Se il partito lo vorrà, - ha concluso la signora Mastella, - mi candiderò e farò campagna elettorale via Internet”.
Intanto, nel corso dello stesso incontro, Clemente Mastella ha annunciato di aver dato mandato ai propri legali di inoltrare la richiesta di risarcimento sul piano civile “a fronte della vicenda di Catanzaro che mi ha esposto al pubblico ludibrio”. Il riferimento è ovviamente all’inchiesta Why Not, condotta dall’allora Pm De Magistris. “Rispetto a quella vicenda, - ha spiegato Mastella, mostrando il documento con le motivazioni dell’archiviazione - sono stato prosciolto perché ‘la notizia di reato era infondata’. Così come mi rivolgerò alla Corte di giustizia europea”.
La cifra eventualmente ottenuta in risarcimento, ha sottolineato Mastella, “naturalmente andrà in beneficienza”. “Dimostrerò, - ha annunciato Mastella, - nel corso del processo con testimonianze autorevolissime che c’erano state anticipazioni già a novembre della vicenda che sarebbe scoppiata a gennaio”; il riferimento, questa volta, è al provvedimento di arresto ai domiciliari che venne notificato a Sandra Lonardo nel gennaio 2008 e che portò alle dimissioni di Mastella da ministro della Giustizia ed alla successiva caduta del Governo Prodi.

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di Nico Falco
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