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Via libera per De Luca

Regionali: Marone ritira candidatura per unità Pd


Regionali: Marone ritira candidatura per unità Pd
30/01/2010, 15:01


NAPOLI - Aveva deciso di candidarsi sperando che il suo nome "potesse unificare la coalizine di centrosinistra", chiarendo, fin dal primo momento che sarebbe stato disposto a "fare un passo indietro di fronte a un nome unitario". Riccardo Marone, assessore regionale al Turismo ed ex sindaco e vice sindaco di Napoli, ha spiegato, nel corso di una conferenza stampa, i motivi che l'hanno spinto prima a candidarsi alle primarie del Pd e oggi ad annunciare di ritirare il suo nome. "Non ci sto a sfasciare la coalizione con il mio nome - ha affermato - e questo deve essere chiaro. L'obiettivo deve essere battere il centrodestra. Andare avanti con primarie che non incontrano il favore delle altre forze di coalizione, significa regalare la Campania a Cosentino". Per Marone, primarie all'interno del Pd "sarebbero state quantomeno accettabili se fossero state condivise dalla coalizione", ma così non è stato. Non è interessato a lotte intestine, serve piuttosto unità. "Penso che sia sbagliato andare avanti con primarie che spaccano la coalizione - ha aggiunto - Ieri sera la Sinistra ha dichiarato di non avere intenzione di far parte della coalizione presenza di questo tipo di primarie". "Le contrapposizioni, la litigiosità nel centrosinistra consentono a Berlusconi di governare da 15 anni - ha precisato - Finora la Campania era stata un'isola felice perché sulle alleanze dal `93 abbiamo costruito un centrosinistra forte". Lo scenario che si apre, se si procede su questa strada è che il Pd "si isoli, come sta avvenendo" e che corra da solo "con un proprio candidato presidente, andando incontro a una sconfitta inevitabile". Ma l'esperienza delle politiche del 2008, hanno mostrato che "la politica dell'autosufficienza ha portato il Pd a sbattere contro un muro". "Sento di candidati che dicono basta al mercato delle alleanze - ha precisato - Ma credo che la politica sia politica delle alleanze". Sul nome di De Luca, Marone sottolinea che "non c'é convergenza". "Sono mesi - ha ribadito - che la sinistra ha detto di non gradirlo". "Continuo a trovare incomprensibile - ha detto ancora - che di fronte a proposte dei partiti che unificherebbero la coalizione, come la proposta che ancora delle forze di sinistra sul nome di Trombetti, il rettore della Federico II, non ci sia nessuna risposta, soprattutto perché il Pd non ne fornisce". Marone ha sottolineato di non rinnegare la sua appartenenza a partiti storici che "hanno contribuito a fare la democrazia in Italia". Sulle idee di Giorgio Amendola e di Pietro Ingrao, "intorno alle quali si dibatteva, diversamente da oggi che si discute di nomi", l'assessore al Turismo ha riflettuto, dopo la presentazione della sua candidatura. "Da un lato Ingrao si fece da parte quando si pose la questione del nome per la segreteria, adducendo come motivazione che avrebbe spaccato il partito - ha concluso - dall'altro Amendola, in un articolo, scrisse che obiettivo di un partito è governare, non di essere all'opposizione". Da qui, la sua decisione di ritirarsi dalla corsa delle primarie e di lavorare, invece, all'unità del partito e della coalizione.

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di Redazione
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