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Ancora poco chiara la strategia dei democratici

Regionali, nel Lazio il Pd sceglie la Bonino ma è incognita su Puglia e Veneto


Regionali, nel Lazio il Pd sceglie la Bonino ma è incognita su Puglia e Veneto
12/01/2010, 19:01

Il Pd ha le idee abbastanza chiare per quanto riguarda il Lazio, con l'appoggio oramai solido e consolidato nei confronti della radicale Emma Bonino. "Bersani mi ha confermato il suo sostegno"; ha infatti assicurato la vice presidente del Senato dopo essere stata ricevuta dal leader del Pd in mattinata. "Nel pomeriggio ci incontreremo con gli esponenti del Pd Lazio, quello di questa mattina è stato un incontro molto positivo - ha continuato poi la Bonino-. Ci sono le condizioni per ricreare entusiasmo e coinvolgere i cittadini nelle battaglie civili, non mi riferisco solo a una mobilitazione come quella avuta sul divorzio e sull'aborto, ma anche a quelle sulla trasparenza della politica".
Dunque sembra oramai certa la contrapposizione tra Bonino e Polverini per la regione che ospita la Capitale. Ancora poco chiaro, invece, l'accordo tra Idv e partito radicale. Il segretario regionale dipietrista Stefano Pedica, ha infatti prima proposto la sua candidatura, parlando anche di un ticket con Ignazio Marino e Mario Adinolfi e, successivamente, non si è risparmiato la scivolata in sentieri più ambigui facendo comunque anche il nome della Bonino; conderata come un personaggio politico di "alto valore".

IN PUGLIA
Resta invece ancora molto aspra (ed autolesiva) la battaglia combattuta in Puglia tra il Partito democratico e la coalizione di Nichi Vendola. Riguardo quest'ultimo l'Udc ha avuto modo di esprimersi ieri, durante una puntata di "Porta a Porta", con lo stesso Pierferdinando Casini:"Siamo indisponibili ad appoggiare Vendola ed indisponibili a perdere altro tempo"; ha difatti dichiarato il leader centrista. L'unione di centro, dunque, si schiererà eventualmente con Francesco Boccia.
Dal canto suo Vendola dichiara di non avere alcuna intenzione di mollare la presa per il governo della regione e parla anche del suo incontro con Antonio Di Pietro affinchè  "la coalizione di centrosinistra abbia un solo candidato in Puglia e che ci sia una sola coalizione e non due coalizioni". Ammenochè l'ex pm non sia dotato di un'autentica bacchetta magica, la situazione pugliese resta però disperata per il centrosinistra; con un Pd che, da ideatore delle primarie come "grande strumento di democrazia", è passato a considerare queste ultime addirittura "un ricatto" (cit Boccia).

IN VENETO
Intanto, nel Veneto, l'Udc ha già deciso da tempo di correre da sola con il candidato Antonio De Poli. Lo stesso lo farà l'Idv che proporrà come candidatol'attuale capogruppo alla Camera
Massimo Donadi. Molto dura e sconsolata la nota diffusa dal partito dipietrista riguardo la posizione del Pd nella regione del nord:"dobbiamo purtroppo prendere atto che il Partito Democratico sembra invece ormai procedere con uno schema non condiviso - si legge infatti nel testo - e trattative unilaterali al di fuori di ogni logica di confronto dettate da convenienza soggettiva e scelte tutte interne, di cui gli altri soggetti dovrebbero solo prenderne atto".
L'unico nome azzardato dal Partito Democratico in Veneto non è però poi così pessimo. La forza politica guidata da Bersani avrebbe infatti di appoggiare Laura Puppato; già apprezzata come sindaco Montebelluna e presidente del forum Pd sulle politiche energetiche.

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di Germano Milite
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