POLITICA - Regione
CASTELLI CANDIDATO SINDACO DI LECCO MA NON LASCIA MINISTERO
Regionali, Renzo Bossi sarà candidato a Brescia
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01/02/2010, ore 19:20 -
Perchè infondo la vita è questione di punti vista e, mentre da Brescia in giù i figli dei politici importanti che si candidano sono "raccomandati" e presuntuosi, in territorio padano sono addirittura "coraggiosi".
A parlare di scelta impavida è infatti proprio l'intransigente Roberto Castelli:"Renzo si dovrà presentare di fronte agli elettori - ha spiegato il leghista - e io credo che questo sia un atto di coraggio per un ragazzo che ha poco più di 20 anni e si appresta ad affrontare la campagna elettorale. Io davanti a questa scelta mi tolgo tanto di cappello e gli faccio gli auguri".
Ed in effetti il cappello andrebbe tolto anche dinanzi al rispettabile curriculum della "trota": tre bocciature di fila all'esame di stato, ideazione e diffusione del gioco facebook "respingi il clandestino" e ruolo da team manager della "nazionale Padana". Insomma un ragazzo "meritevole" che ha alle spalle una lunga e faticosa gavetta, diversi titoli e competenze e che, come ci tengono ad assicurare dal Carroccio, non ha avuto e non avrà alcuna facilitazione grazie al suo potente papà. Renzo non risulta infatti inserito in alcun listino e dovrà dunque sudarsi ogni singolo voto; senza per nulla essere aiutato dal cognome che porta (della serie: gli elettori della Lega credono ancora alle fiabe del bosco).
Ma la ciliegina sulla torta arriva proprio dall'orgoglioso ministro Castelli il quale, oggi, ha ufficializzato definitivamente la sua candidatura come sindaco di Lecco. E se venisse eletto? Lascerebbe la poltrona al ministero delle infrastrutture? Ovvio che no: "Questa opzione non è possibile in questo momento perché stiamo gestendo infrastrutture per 12 miliardi per l'Expo"; ha difatti dichiarato il rappresentante del Carroccio. E come farà il buon Castelli a conciliare i due pregevolissimi ed importantissimi impieghi? Naturalmente "mi organizzerò in modo di fare tutte e due le cose rinunciando a quel poco tempo libero che mi resta".
Del resto è plausubile, no? Un doppio stipendio richiede un doppio impegno e, ne siamo sicuri, a Castelli non peserà poi troppo rinunciare al "poco tempo libero" che gli resta. Sempre in termini di dolorose rinunce, ne esiste una in particolare alla quale la Lega pare aver dato la precedenza da quando ha raggiunto il potere: si chiama "coerenza" ed è una dote che fa comodo predicare solo quando non si ha nulla da perdere. Ma quando gli incarichi aumentano insieme alle poltrone, allora, razzolare bene costa troppo...vero Castelli? Vero Bossi?
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