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L'audizione in II Commissione al Centro Direzionale

Regione Campania, al via l'approvazione del Bilancio 2011

Giancane:"Occorre proseguire cura drastica"

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Regione Campania, al via l'approvazione del Bilancio 2011
01/02/2011, 16:02

NAPOLI - Con la relazione dell’assessore regionale al bilancio, Gaetano Giancane, e con la discussione generale ha preso il via, in II Commissione regionale Bilancio, presieduta da Massimo Grimaldi (N.Psi-Caldoro presidente), l’iter per l’approvazione della manovra di Bilancio di previsione 2011, Legge Finanziaria 2011, e Bilancio pluriennale 2011-2013, sulla quale è stata sollevata una questione pregiudiziale dal capogruppo del Pse, Gennaro Oliviero, a causa della mancanza dei conti relativi alla sanità, che assorbe il 64% del Bilancio regionale, e a verifica dell’operato dei commissari nominati dal Presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro. “Ho motivo di credere che i conti della sanità siano peggiorati a fronte di sacrifici ingenti chiesti ai territori in termini di assistenza sanitaria – ha denunciato Oliviero; per questo ritengo che la discussione sul bilancio debba partire dalla chiarezza sulla situazione finanziaria della sanità, sull’operato dei commissari e dalla individuazione delle responsabilità politiche”. Al termine della discussione, sul tema è intervenuta anche la vice capogruppo del PdL Daniela Nugnes evidenziando che “la pregiudiziale-Oliviero non è condivisibile come metodo di lavoro ma lo è sul piano politico in quanto è tesa alla legalità e alla trasparenza, valori che anche noi condividiamo e promoviamo profondamente; per questo motivo, chiediamo che il Presidente Caldoro, nella sua qualità di commissario per il rientro dal debito della sanità, metta in campo la verifica dell’operato dei commissari e dei frutti prodotti sui conti della sanità”.

Tecnicamente la questione pregiudiziale è stata respinta a maggioranza, ma la questione politica sollevata da Oliviero è stata sostanzialmente condivisa da molte forze politiche, sia di opposizione che di maggioranza, stante l’importanza di verificare lo stato dei conti della sanità per verificare gli esiti del piano di rientro e l’operato dei manager della sanità alla luce dei sacrifici in termini di assistenza sanitaria imposti a tutti i territori regionali. Nella sua relazione, l’assessore Giancane ha, ancora una volta, paragonato i conti della Regione Campania ad una patologia tumorale, che richiede cure drastiche ed adeguate “che provocano anche effetti collaterali, ma che cono indispensabili per guarire”. “Il Bilancio prosegue sul percorso obbligato del rigore – ha detto Giancane –e ha il suo elemento di forza nei fondi europei: 1.375.000,00 milioni di fondi strutturali, presenti nelle pieghe del Bilancio, e 260 milioni di rinvenienze relativi a progetti di cui alla programmazione dei fondi Ue 2000/2006 (in totale 1.800.000,00 euro) che potranno essere utilizzati per mettere in campo progetti di crescita e di sviluppo. Una volta che i conti saranno stati rimessi in ordine – ha aggiunto Giancane – si potrà allentare la morsa dei sacrifici e mettere in campo lo sviluppo e cercare di far crescere il pil della Campania e stimolare l’occupazione”.
Sviluppo e occupazione sono stati, infatti, insieme con la sanità, gli altri due temi-guida nella discussione del Bilancio perché la manovra proposta dalla Giunta è stata, per lo più, giudicata priva di “anima politica e di strumenti in grado di favorire economia e lavoro. Questo argomento è “una questione politica” per il capogruppo dei Popolari per il Sud, Ugo De Flaviis, che ha chiesto chiarezza in riferimento alle rinvenienze dei fondi strutturali europei e dei progetti ai quali si intende finalizzarli e sul piano di stabilizzazione finanziaria varato dal Presidente della Regione e, attualmente, all’esame del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Sulla sanità si è soffermato con determinazione anche il consigliere del PdL, Giovanni Baldi, che ha difeso le prerogative dei territori nell’assistenza sanitaria, con particolare riferimenti a quelli, come il salernitano, che sono stati gravemente penalizzati dal piano di rientro dal debito della sanità; “alla luce di tali sacrifici e del fatto che la sanità assorbe il 60% del bilancio della Regione – ha sottolineato Baldi – è doveroso approfondire gli esiti del piano di rientro e la verifica dell’operato dei commissari della sanità il cui incarico è stato anche prorogato prolungando l’agonia del settore”. Molto duro sulla manovra finanziaria e sull’azione di governo della Giunta è stato anche il consigliere del Pd, Antonio Marciano, per il quale “il bilancio dimostra ulteriormente che la giunta regionale ha delegato la propria funzione di governo alla gestione amministrativa. Il bilancio proposto dalla Giunta-Caldoro è un puro esercizio numerico ed è privo di tensione politica allo sviluppo e all’occupazione e non fornisce alcuna risposta alle istanze delle categorie produttive e delle fasce deboli. La Giunta-Caldoro è, infatti, l’unica regione di Italia che ha azzerato il piano di attuazione dei fondi Fas, un importante strumento di sviluppo, assumendosi la responsabilità di bloccare infrastrutture, sviluppo e qualità della vita. Inoltre – ha proseguito Marciano – il bilancio è privo di documenti essenziali come i conti relativi alla situazione finanziaria della sanità e al piano di stabilizzazione finanziaria”. Tale carenza apre, per l’esponente del Pd, una voragine nei rapporti tra Giunta e Consiglio “in quanto fa emergere con evidenza che il governo regionale non tiene l’assemblea elettiva nella dovuta considerazione istituzionale e politica”.
“Il bilancio della regione non può essere ridotto ad un debito fuori bilancio – ha rimarcato il consigliere del Pd Nicola Caputo – ma deve aprire un varco nella crisi, deve consentire di guardare al futuro. Tuttò ciò è assente nel bilancio proposto dalla Giunta così come sono assenti elementi fondamentali di comprensione e di discussione del bilancio, come i conti della sanità e gli avanzi di gestione”.
Per Nicola Marrazzo di IdV “il bilancio presentato da Giancane per conto della Giunta è una mera operazione algebrica, non ha anima politica, non ha idea per la crescita del territorio; ed è incompleto in quanto la verifica e l’analisi dei conti della sanità e dell’operato dei commissari è propedeutica a qualunque discussione sul bilancio”. “Il bilancio proposto dalla giunta evidenzia assenza di anima e di passione politica e sociale – ha evidenziato il consigliere del MpA Angelo Marino, che ha aggiunto: “non c’è alcunché per sviluppo, occupazione e fasce deboli e il rientro dal debito della sanità sembra sempre più lontano”. Marino ha, quindi annunciato che il proprio partito presenterà emendamenti per la soppressione della Soresa, la società che gestisce il rientro dal debito della sanità, e per promuovere sviluppo e lavoro.
“L’opposizione non può limitarsi alla critica ma deve anche essere in grado di proporre alternative”– ha detto il capogruppo di Noi Sud Sergio Nappi – che, pur difendendo la manovra finanziaria per la necessità di risanare i conti regionali, ha evidenziato che sulla sanità occorre fare chiarezza e che “il bilancio non può essere un calcolo ragionieristico”. Sulla stessa linea Carlo Aveta, della Destra, che ha, però, sollecitato il governo regionale “ad una maggiore condivisione con tutte le forze politiche della maggioranza alle scelte fondamentali della Regione”.
Molto critico il consigliere dell’Udc Pietro Foglia: “le grida di allarme delle categorie produttive e sociali per lo sviluppo e l’occupazione, emerse anche dalle audizioni, sono state del tutto ignorate da questo bilancio che viene meno al suo ruolo fondamentale: aprire un varco verso un futuro migliore e verso la vita della Regione”. Per Foglia esiste anche un problema politico inerente i rapporti della Giunta nei confronti del Consiglio: “è impensabile che un piano di stabilizzazione finanziaria che abolisce le Comunità montane e licenzia 6.500 lavoratori possa essere approvato dalla Giunta e che essa non avverta il dovere di coinvolgere il Consiglio in scelte tanto impegnative per la nostra regione”. La discussione è stata conclusa dall’intervento del presidente della commissione Massimo Grimaldi: “E’ una manovra di rigore che pone le basi per lo sviluppo del territorio – ha sottolineato l’esponente del Nuovo Psi – che si pone l’obiettivo di tagliare gli sprechi e di puntare alla qualità della spesa gettando le basi, una volta risanate le casse regionali dopo gli anni di cattiva politica del centro sinistra, per la crescita economica e per creare occupazione.
E’ questo l’obiettivo prioritario della Giunta e dell’intera maggioranza – ha aggiunto Grimaldi - che, auspico, sostenga, compatta, la manovra finanziaria così come auspico che l’intero Consiglio si muova con senso di responsabilità nella direzione del risanamento dei conti regionali”.
“Il dibattito aperto stamani dalla relazione dell’assessore Giancane e dalla discussione generale, pur nei naturali distinguo tra maggioranza e opposizione, ha gettato le basi per questo percorso di approvazione del bilancio, che sarà corredato, come richiesto da numerose forze politiche, dai conti della sanità e dal piano di stabilizzazione finanziaria, nella certezza che tutte le forze politiche condivideranno la necessità di dare alla Campania uno strumento fondamentale per il risanamento dei conti regionali e per intraprendere la via dello sviluppo”.
La Commissione ha, infine, approvato il calendario dei lavori per l’approvazione del bilancio, predisposto da Grimaldi: gli emendamenti dovranno essere presenttai dal 2 al 12 febbraio dalle ore 10,00 alle ore 15,00; la Commissione si riunirà per l’esame dal 16 al 18 febbraio dalle ore 11,00 alle ore 18,00 (ad oltranza).

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di Redazione
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