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Oggi il voto su pacchetto utilizzo dei soldi pubblici

Regione Lazio: la Polverini “tradita dal sistema"

La presidente intervistata alla trasmissione “Piazzapulita”

Neella foto la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini
Neella foto la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini
21/09/2012, 09:14

ROMA  - La presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, alla vigilia del voto sul pacchetto di norme da lei proposto che blocca in modo definitivo l'utilizzo dei soldi pubblici da parte dei partiti presenti in consiglio,  ha rilasciato  una lunga intervenuta alla trasmissione 'Piazzapulita' di  La7.  "Mi sono sentita tradita da un sistema che viene da molto lontano".   "Se tutti hanno sbagliato, tutti dobbiamo pagare", ha aggiunto la governatrice che ha confermato di voler valutare le decisioni che oggi prenderà  il consiglio regionale prima di decidere sul suo futuro politico. In ogni caso, ha aggiunto, "psicofisicamente a me non mi ammazza nessuno". "A me - non mi hanno trovato con le mani nel sacco e mai mi ci troveranno".  La presidente della giunta regionale del Lazio ha comunque rilevato le incongruenze nell'utilizzo del danaro pubblico da parte delle forze politiche: "devo pero' sottolineare - ha detto piu' volte - che il consiglio regionale e' autonomo dalla giunta per legge". La presidente della Regione  ha detto di essere stata in contatto con tutti i leader delle forze politiche della sua maggioranza, da Berlusconi ad Alfano, a Casini. "Berlusconi - ha detto - e' preoccupato, perche' la Regione Lazio e' una Regione importante. Mi fa male vedere quello che sta accadendo di fronte ai tanti risultati che abbiamo ottenuto dalla mia elezione e di fronte alle cose che ci sono ancora da fare. Finita la trasmissione saro' di nuovo al lavoro per affrontare la questione dei lavoratori di Almaviva". Nella serata di ieri , dopo che si erano diffuse voci di accuse lanciate alla presidente, Fiorito aveva puntualizzato ai microfoni di Sky Tg24: "Non ho detto che Renata Polverini non poteva non sapere. Non esiste alcun sistema e ho rendicontato tutto". "Non mi piace essere paragonato a Luigi Lusi - aveva aggiunto Fiorito - e non ho paura di andare in carcere perche' non c'e' motivo di finirci".

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di Rosario Scavetta
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