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Regione, minuto di silenzio in memoria della Shoah


Regione, minuto di silenzio in memoria della Shoah
26/01/2011, 16:01

NAPOLI, 26 GENNAIO 2011 – In vista della Giornata della Memoria, che si celebrerà domani, il Presidente del Consiglio Regionale della Campania Paolo Romano, aprendo i lavori odierni dell’assemblea, ha ricordato le vittime della Shoà, in ebraico, "distruzione", lo sterminio di circa sei milioni di ebrei compiuto dai nazisti, chiamato anche Olocausto, e ha invitato il Consiglio ad osservare un minuto di silenzio.

“Il 27 gennaio 1945 furono abbattute le cancellate di Auschwitz e al mondo intero si dischiuse la precisa cognizione dell’orrore compiuto da una follia ideologica e culturale, se di ideologia e cultura si può parlare, quale fu il nazismo” – ha detto il Presidente Romano - che ha aggiunto: “la Shoa’ fu una tragedia inenarrabile per l’intera umanità che, partendo dall’emanazione di leggi razziali, passando per imprigionamenti e torture, arrivò all’eliminazione di almeno sei milioni di persone tra ebrei, zingari, omosessuali, portatori di handicap e oppositori politici, umiliando quel mondo già così profondamente offeso dalla violenza di una guerra sanguinosa e brutale. Sull’Olocausto, cui dovettero sottostare milioni di ebrei e che rappresenta, tra i diversi casi di genocidio, quello forse più vasto e crudele, si è da subito aperto un importante capitolo di riflessione che ha portato le generazioni che si sono da allora susseguite a doversi dare una pur qualche spiegazione e, soprattutto, a doversi assolutamente spendere ed impegnare nel ricordo, nella memoria di quei tragici eventi perché non avessero più a ripetersi”.

“La ‘Giornata della Memoria’ – ha aggiunto il Presidente Romano - che in Campania, una regione che vanta una solidissima cultura della tolleranza, si celebra sin dalla sua istituzione attraverso la realizzazione di tantissime iniziative culturali, ha sempre recepito la ‘memoria’ come valore culturale. La Memoria come valore è indispensabile al rafforzamento e a un sempre maggior radicamento dei principi di libertà e democrazia universalmente riconosciuti”.

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di redazione
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