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Regione, rifiuti: tavolo di consultazione permanente


Regione, rifiuti: tavolo di consultazione permanente
08/11/2010, 17:11

NAPOLI, 8 NOVEBRE 2010 – Il Presidente del Consiglio Regionale della Campania, Paolo Romano, ha riunito, stamani, per la prima volta, il Tavolo tecnico di consultazione permanente sull’emergenza rifiuti e sul sistema di smaltimento dei rifiuti, istituito dall’assemblea legislativa campana a seguito della approvazione di un Ordine del Giorno nella seduta del 29 ottobre scorso.
Alla riunione hanno preso parte, insieme con il Presidente Romano, il Presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, l’assessore regionale all’ambiente, Giovanni Romano, il Presidente della Commissione Regionale Ambiente, Luca Colasanto, il Sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, i Presidenti delle Province di Napoli, Caserta ed Avellino, Luigi Cesaro, Domenico Zinzi e Cosimo Sibilia, il vice presidente della Provincia di Benevento, Gianluca Aceto, la vice presidente della Provincia di Salerno, Anna Ferrazzano, gli assessori all’ambiente del Comune di Salerno e della Provincia di Napoli, Gerardo Calabrese e Giuseppe Caliendo, i consiglieri regionali Sandra Lonardo (Popolari per il Sud-Udeuri), Giuseppe Russo, capogruppo del Pd, Fulvio Martusciello, capogruppo del PdL, Giuseppe Maisto (ApI), Gennaro Salvatore, capogruppo di “Caldoro Presidente”, Pietro Foglia (Udc), Gennaro Oliviero, capogruppo del Pse, Sergio Nappi (Noi Sud), Carmine Sommese (AdP-gruppo misto).
Nella piena coesione politica e istituzionale, il Tavolo di consultazione permanente si pone l’obiettivo di dare risposte all’emergenza rifiuti e di determinare un programma per il corretto ciclo di smaltimento dei rifiuti in Campania, ripristinando la centralità della politica, dopo anni di commissariamento, e proseguendo nel solco della provincializzazione del sistema adottato con la legge approvata dal Consiglio Regionale della Campania il 28 marzo 2007 n. 4 e della Legge 26/2010 che ha convertito il Decreto-Legge 195/2009 recante disposizioni urgenti per la cessazione dello stato di emergenza in materia di rifiuti nella Regione Campania.
Dal Tavolo, che si riunirà nuovamente lunedì prossimo, sono emerse le linee guida per l’adozione di una strategia regionale per la gestione dei rifiuti che saranno oggetto di successive riunioni: modifica delle leggi regionali e nazionali in materia di ciclo integrato dello smaltimento dei rifiuti; analisi dei piani industriali delle province e sulla dotazione impiantistica in Campania; promozione della raccolta differenziata nelle diverse realtà territoriali, con particolare riferimento a Napoli e provincia; campagna di comunicazione e sensibilizzazione.
“La Campania ha l'obbligo di rispondere all'emergenza e la politica deve assumersi la responsabilità delle azioni da mettere in campo” – ha evidenziato il presidente Romano, aprendo i lavori del Tavolo. “Si devono superare gli steccati di qualsiasi natura ideologica e si devono rendere i cittadini partecipi e consapevoli delle decisioni attraverso il confronto costruttivo con la politica; il Tavolo di confronto che abbiamo costituito serve a questo facendo sì che ognuno si assuma le proprie responsabilità”. Sulla “massima coesione politica e istituzionale” e “sulla necessità di decisioni chiare e politicamente condivise” si è soffermato il Presidente Caldoro, che ha sottolineato la necessità che la questione dei rifiuti vada affrontata discutendo con i cittadini perché ognuno deve sapere che quello dei rifiuti è un problema della comunità. In tal senso – ha sottolineato –, il Tavolo di confronto serve per dare vita ad un'iniziativa strategica per far diventare la Campania una regione normale”.
“Scelte condivise e comunicazione unitaria” sono state sollecitate anche dall’assessore regionale all’ambiente, Giovanni Romano, che ha tracciato i punti fondamentali della strategia da adottare per far fronte all’emergenza rifiuti e per delineare un corretto ciclo dei rifiuti: “conferma del sistema della provincializzazione, modello unitario di gestione ma non unico, cioè, lasciando la necessaria discrezionalità alle Province e conferendo ai Comuni la raccolta dei rifiuti, quale segmento iniziale del ciclo; approvare il piano regionale di smaltimento dei rifiuti solidi urbani, sulla base dei piani provinciali; approvare la legge regionale di accompagnamento del piano; destinare tutte le risorse disponibili per la raccolta differenziata da parte dei Comuni fino a raggiungere la percentuale del 50%.; promuovere la partecipazione dei capitali privati per la realizzazione di impianti di smaltimento; riduzione delle dimensioni delle discariche dando vita a discariche piccole e medie; realizzare, nella piena condivisione con i Comuni, 2 impianti di smaltimento di ciò che oggi va in discarica nell’area a nord di Napoli e nel nolano al fine di rendere autonome Napoli e provincia nello smaltimento dei rifiuti”.
In sintonia con i due vertici istituzionale si è detto il Presidente della Commissione Regionale Ambiente, Luca Colasanto, che ha già riunito i presidenti delle province in Commissione per fare il punto sullo stato dell’adozione e dell’attuazione dei piani provinciali per lo smaltimento dei rifiuti. “Dalla Commissione è emerso che occorre trovare una strategia regionale complessiva per il ciclo dei rifiuti e un modello unitario di gestione provinciale che tenga conto, però, delle scelte peculiari di ciascun territorio”.
Come già emerso dalla Commissione ambiente, il sistema della provincializzazione della gestione dei rifiuti è sostanzialmente condiviso da tutte le Province “anche se va precisato che si tratta di una provincializzazione solidale” - come puntualizzato dal vice presidente della Provincia di Benevento, Gianluca Aceto - che vede le province più virtuose, sia sul piano dell’impiantistica che della raccolta differenziata, come Benevento ed Avellino, farsi carico, con le proprie discariche, dello sversamento dei rifiuti provenienti da Napoli e provincia. “Siamo d’accordo per la provincializzazione e ci siamo attivati da tempo per gestire autonomamente i nostri rifiuti – ha rimarcato il presidente della Provincia di Avellino, Cosimo Sibilia, - pur facendoci carico della solidarietà con il territorio di Napoli, ma è chiaro – ha sottolineato - che tale solidarietà può esserci solo entro i limiti degli attuali conferimenti e mai accetteremo incrementi di quantità di immondizia provenienti da altre province sul territorio irpino”. Sul tema della provincializzazione si è detto d’accordo anche il Presidente della Provincia di Napoli Luigi Cesaro “purchè sia accompagnata da una strategia regionale complessiva che tenga conto anche delle peculiarità del territorio di Napoli e provincia, data l’elevata concentrazione demografica, e della necessità di ridurre i tempi per la realizzazione degli impianti finali, a cominciare dal termovalorizzatore che sarà realizzato a Napoli est”. In riferimento al tema, l’assessore provinciale di Napoli, Giuseppe Caliendo, ha mostrato una cartina geografica dalla quale emerge che più della metà del territorio della provincia di Napoli è interdetto alla realizzazione delle discariche e di impianti “perché sottoposto ad un coacervo di vincoli legislativi che mettono a serio rischio la possibilità di realizzare una effettiva provincializzazione del sistema”. A sollecitare lo sblocco delle risorse a favore delle Province per la realizzazione dell’impiantistica per i rifiuti è stata la vice presidente della Provincia di Salerno, Anna Ferrazzano, nel ricordare che nel gennaio del prossimo anno scadranno i termini del bando per la realizzazione del termovalorizzatore di Salerno, ha cui gestione è stata rivendicata a favore del Comune di Salerno dall’assessore Gerardo Calabrese, secondo il quale “è incomprensibile che il Comune possa essere esautorato dalla gestione dell’impianto”. Contraria alla provincializzazione si è detta, invece, il Sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, perché Napoli e provincia hanno una situazione disuguale e non paragonabile alle altre province. Per il Sindaco di Napoli “vanno realizzate su tutto il territorio discariche di dimensioni piccole e medie in modo da non gravare un uncio territorio e, soprattutto, vanno realizzate nel pieno rispetto della salute pubblica”.
Per far fronte all’emergenza, la Iervolino, anche nella sua qualità di commissario per il sottosuolo di Napoli, ha anche offerto la possibilità di approfondire l’eventualità di utilizzare le oltre 700 cave presenti nel sottosuolo partenopeo, “ma, come per le discariche, solo dopo aver verificato che ciò è possibile nel rispetto della salute dei cittadini”.
Dal Presidente della Provincia di Caserta Domenico Zinzi sono provenute due proposte operative da sottoporre al tavolo: “la modifica della legge 26 per consentire ai Comuni di gestire la raccolta dei rifiuti sui propri territori, sollevando le Province da questa ulteriore incombenza e riservando loro la sola gestione dei rifiuti; separare il Consorzio di Bacino Napoli e Caserta, che attualmente deve far fronte alla produzione dei rifiuti di 4 milioni e mezzo di persone di entrambe le province; ciò al fine di alleggerirne le competenze e renderle più rispondenti alle esigenze di ciascun territorio

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di redazione
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