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Regolamento Mediterraneo: le associazioni ambientaliste protestano


Regolamento Mediterraneo: le associazioni ambientaliste protestano
04/06/2010, 16:06

Roma, 4 maggio 2010 - I rappresentanti delle associazioni ambientaliste Greenpeace, Lav Legambiente Marevivo e WWF si dichiarano assolutamente contrari ad ogni possibilità di deroghe alle misure previste nel Regolamento Mediterraneo, che stabilisce un sistema di sfruttamento sostenibile delle risorse ittiche e di tutela di habitat e specie protette.

Il Regolamento, adottato dall’UE nel lontano 2006, dopo un lungo e approfondito dibattito durato ben 6 anni che ha coinvolto tutti gli Stati membri e le relative rappresentanze del settore, non può essere messo nuovamente in discussione, né tantomeno raggirato con la solita vergognosa politica delle deroghe e delle proroghe, a cui purtroppo gli italiani sembrano ricorrere ogni qualvolta l’UE imponga misure di gestione della pesca più sostenibili ed oculate.

Le proteste di politici, rappresentanti di categoria e pescatori sono assolutamente inaccettabili: regioni, Ministero e associazioni della pesca hanno avuto la possibilità in tutti questi anni di presentare proposte di modifica per rendere gli attrezzi più selettivi e per richiedere fondi per la riconversione e deroghe - di cui peraltro le flotte italiane hanno potuto godere fino allo scorso 31 maggio.
“Protestare ora, allo scadere delle deroghe, come se fosse un provvedimento inaspettato è tanto inammissibile quanto ridicolo” – dichiarano i rappresentanti di Greenpeace, LAV Legambiente Marevivo e WWF – “Lo stato di crisi in cui versano le risorse ittiche del Mediterraneo non può sostenere una gestione della pesca basata unicamente sul consenso del settore, a scapito del recupero degli stock e della tutela degli ecosistemi marini”.

Evidentemente, visti gli scioperi e blocchi di questi giorni i pescatori non sono stati adeguatamente informati, coinvolti e soprattutto rappresentati in sede europea. Saranno comunque soddisfatte le flotte di Liguria Sicilia e Calabria che, su sollecitazione dell’Italia, hanno ottenuto dalla Commissione deroghe per lo strascico.

In questa confusione generalizzata, alimentata anche da una cattiva e fuorviante (dis)-informazione, alcuni dati restano certi: il Regolamento è già in vigore e salvo ogni ulteriore rimpasto dell’ultimo momento, ci aspettiamo che venga rispettato e che si vigili sulla sua applicazione; alcuni attrezzi da pesca su cui interviene il Regolamento Mediterraneo, come ad esempio le draghe e lo strascico sottocosta tutto possono essere definiti tranne che selettivi e poco impattanti, specie se non adeguatamente gestiti come prevede il Regolamento.

“Le restrizioni alle attività pesca e la rinuncia a qualche specialità gastronomica sono un passo doveroso e troppo a lungo rimandato ma che andrà a vantaggio del nostro mare e delle comunità che da esso dipendono (e dei loro figli), quindi l’appello va ora ai consumatori e al buonsenso comune: non comprate telline, calamaretti, bianchetti, cannolicchi ecc. ecc!”, concludono Greenpeace, Legambiente, Marevivo e WWF.

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di Redazione
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