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Sul numero degli esodati è polemica

Relazione Inps: i commenti dei partiti e dei sindacati

Bonanni: "Lo avevamo detto dall'inizio"

Relazione Inps: i commenti dei partiti e dei sindacati
11/06/2012, 20:06

ROMA - A questo punto la malafede del nostro governo è documentata; non c'è altro termine per descrivere il loro comportamento.
Secondo quanto riferito dall'Ansa, l'Inps già da diversi giorni ha mandato al Ministro del Welfare Elsa Fornero i calcoli esatti degli "esodati" (cioè di coloro che avevano fatto un accordo con la società per cui lavoravano e con lo Stato per fare un certo periodo in mobilità o in cassa integrazione prima della pensione e che ora non possono andarci perchè il governo ha aumentato l'età per andare in pensione). Che non sono 65 mila, come detto e ripetuto dalla Fornero. E neanche 365 mila, come detto dai sindacati. Ma sono 390.200, più di uno ogni 200 abitanti.
Un numero impressionante, quindi. Tutte persone che, senza una adeguata tutela dello Stato, nel giro di pochi anni si troveranno a spasso e senza un centesimo, a dover attendere per anni che inizi a ricevere l'assegno mensile dell'Inps.



AGGIORNAMENTO ALLE ORE 20.08


ROMA- Malumore diffuso nella scena politica e non solo per l’affare degli esodati: per il ministero erano solo 65.000 anche se le stime effettive si aggirano intorno ai 400mila. Diversi sono stati i commenti sulla relazione dell’Inps. Raffaele Bonanni segretario generale della Cisl ha dichiarato: ''Avevamo detto fin dall'inizio che il numero degli esodati era superiore a 300.000 persone… va cercata una soluzione previdenziale per tutti. Con la riforma si risparmiano 140 miliardi in 10 anni, vanno trovate le risorse per gli esodati. Chiediamo un incontro urgente al ministro Fornero''. Anche il mondo della politica ha deciso di dire la sua, il segretario del Pd Pier Luigi Bersani ha dichiarato: ''Bisogna trovare una soluzione come ho sempre detto. Sono state presentate delle proposte che avevamo avanzato noi. Bisogna cominciare con questi 65 mila e poi andare avanti con quelli che seguono''. Anche il segretario della Uil Luigi Angeletti ha voluto esprimere un suo parere sui dati dichiarando alla trasmissione radiofonica “Un giorno da pecora”: “La riforma del mercato del lavoro non va in porto, piace solo a Monti e alla Fornero, passa solo se mettono la fiducia”.
Il ministro del lavoro Elsa Fornero dal canto suo dall’assemblea degli industriali a Novara ha dichiarato: “Penso che con buona determinazione riusciremo a condurre in porto" la riforma del lavoro, "sicuramente prima dell'estate". Il ministro però ha anche sottolineato la mancanza di coesione nelle parti sociali: “La riforma del lavoro è stata fatta con il dialogo e non con la concertazione, non ce la potevamo permettere. Se un medico deve amputare una gamba non più fare tanti conciliaboli, deve agire". Per quanto riguarda i salari il ministro ha infine aggiunto: “L'aumento dei salari può avvenire solamente dall'aumento della produttività. Noi con queste riforme, compresa quella del mercato del lavoro - ha aggiunto - poniamo le basi per un aumento della produttività e da questo può venire un aumento dei salari che a sua volta serve ad aumentare la domanda di consumi e quindi le imprese possono vendere anche sul mercato interno”.
 
 
 
 

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di Antonio Rispoli, Simona Buonaura
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