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All'ad di Fiat: "Rifletta prima di parlare di Firenze"

Renzi contro Marchionne e D'Alema su 'Repubblica'

Al presidente del Copasir: "Usa un linguaggio intimidatorio"

Renzi contro Marchionne e D'Alema su 'Repubblica'
11/10/2012, 09:28

ROMA - Continua la campagna elettorale di Renzi, ma non mancano i colpi di scena, botta e risposta alle critiche che il sindaco di Firenze raccoglie nelle ultime ore. Nel videoforum di 'Repubblica', Renzi replica alla 'stoccata' di Massimo D'Alema che aveva dichiarato di non farsi 'rottamare' tanto facilmente dal sindaco di Firenze. "Ha detto che mi farò male - spiega Renzi nel videoforum -. E' un linguaggio intimidatorio che non mi piace e che non mi aspettavo dal presidente del Copasir. I gerarchi del Pd non sono riusciti a intervenire su conflitto di interessi, ambiente, asili. Non possono criticarmi. Se D'Alema si ricandida non fa un buon servizio a Bersani. La sua occasione per cambiare il Paese, l'ha avuta. Se vinco le primarie a questi signori dico grazie e arrivederci. Dove era D'Alema quando si mandava a casa il governo Prodi? A fare l'inciucio con Cossiga e Mastella che è stato l'origine di tutti i guai dell'Ulivo. Gli attuali dirigenti del Pd ci hanno regalato vent'anni di berlusconismo". Arriva dopo qualche ora la risposta della portavoce di D'Alema, che smentisce quanto riportato dai giornali: "Io non attacco nessuno, è Renzi che reiteratamente conduce polemiche personali".
Nel suo intervento, il sindaco di Firenze attacca anche l'ad di Fiat: "Marchionne ha tradito gli operai. Ha preso in giro lavoratori e politici dicendo una cosa che non avrebbe fatto. Non ho mai immaginato Marchionne come modello di sviluppo per l'economia, andava ai congressi Ds dove c'erano D'Alema e Bersani e Bertinotti ne parlava come del borghese buono". Dal canto suo, Marchionne definisce Renzi come "la brutta copia di Obama, il sindaco di una città piccola e povera". E lo scontro tra i due è andato avanti anche fuori dal videoforum di 'Repubblica'. "Vorrei dire all'ingegner Marchionne che è liberissimo di pensare che io non sia un politico capace - reagisce Renzi -. Ma prima di parlare di Firenze, città che ha dato al mondo genio e passione, faccia la cortesia di sciacquarsi la bocca, come diciamo noi, in riva d'Arno. Attacchi pure me, ma che senso ha offendere una città che si chiama Firenze e i suoi abitanti?".
Renzi ribadisce la sua forza dirompente all'interno del centrosinistra: "Se non fossi sceso in pista, non avrebbero mai cambiato le regole delle primarie. Ho alimentato la dialettica interna, il partito sta crescendo". Ma pone distanze dalle altre forze politiche: "Ho grande stima e rispetto per gli elettori del centrodestra. Ma non ci voglio governare assieme. La marmellata non mi piace. Se continuiamo a sostenere un governo tecnico allargato, restiamo a governare con la destra. Se dovessi vincere le elezioni, Monti avrebbe bisogno di un ruolo più importante che una semplice poltrona da ministro dell'Economia".

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di Emanuele De Lucia
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