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L'EDITORIALE

Renzi e De Magistris guidano l'assalto al PD

I giovani sono stanchi della "vetusta" politica

Renzi e De Magistris guidano l'assalto al PD
31/10/2011, 12:10

Berlusconi avrà tutti i difetti di questo mondo, ma non dimentichiamoci che l’alternativa in Italia non c’è. E’ da anni ormai che la sinistra non vuole affrontare il ricambio generazionale nonostante le pressioni dell’elettorato mancino da sempre più attivo d’Italia, che ha invitato più volte gli ambientalisti, comunisti e semplici moderati progressisti a trovare una linea comune per tracciare idee e programmi utili al cambiamento di una nazione che vive ancora dei fasti degli anni di Pasolini e Fellini e non sa innovarsi. In questi anni l’unico programma al quale abbiamo assistito per il rilancio del Bel Paese è stato quello della cacciata di Silvio Berlusconi e delle sue Aziende competitor di quelle anonime, ma pur sempre influenti, di certi esponenti della sinistra che hanno nascosto sotto la falce e il martello capitali da far impallidire Rockefeller. Un gioco di potere che ha affossato il comunismo, quello vero e puro, in favore di logiche che non hanno mai favorito i beni comuni, ma li hanno privatizzati e liberalizzati. La cosa più ignobile che questa sinistra ha fatto in questi anni è stato chiedere soccorso alla massoneria francese ed anglosassone pur di diffamare e sbugiardare un primo ministro spesso fin troppo arzillo nei modi e poco istituzionale nei suoi comportamenti, ma pur sempre rappresentante di un’Italia che l’ha votato e gli ha permesso di vincere l’elezioni. Non è un caso che, dopo l’ascesa di un losco personaggio come Vendola, la caduta libera dei sentimenti ambientalisti di Pecoraro Scanio e “l’aristocratizzazione” di Fausto Bertinotti, prendono piede le giovani idee di Luigi De Magistris e Matteo Renzi. I due sindaci, rispettivamente di Napoli e di Firenze, sono davvero protagonisti di una rivolta dal basso dei giovani italiani dotati di cultura e capacità che non vogliono abbandonare il proprio paese e le proprie tradizioni svendute dal buon docente di economia a perdere Romano Prodi per un posto nell’UE anni addietro. Ed ora che la voglia di riscatto si sparge a macchia d’olio in Italia, come nel mondo, è giunto il momento di portare in parlamento proposte serie ed utili al paese e non a salvaguardare una lobby in favore di un’altra senza tutelare i cittadini che non trovano risposte di fronte la crisi globale che attanaglia il sistema economico del vecchio mondo. Speriamo anche, però, che la ventata di idee giovani non sia la solita solfa che deluda le aspettative dei giovani e degli loro genitori che fino ad oggi si dichiarano responsabili nel non aver lasciato ai loro figli un futuro fatto di certezze e di prospettive di crescita sia personale che professionale.

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di CoScienza
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