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Il premier ringrazia Enrico Letta

Renzi: “L’Ue è in difficoltà. I tagli li decidiamo noi”


Renzi: “L’Ue è in difficoltà. I tagli li decidiamo noi”
19/03/2014, 18:18

"L'Europa vive una fase di difficoltà evidente ai cittadini, e c'è il rischio forte di un'affermazione di partiti populisti". Sono le parole del premier Matteo Renzo, sostenendo inoltre che "chi rappresenta un Paese nel Consiglio europeo deve partire da questo fatto". Ed in merito alla crisi al vertice Ue, il presidente del Consiglio ha dichiarato che la crisi che ha colpito l’Ucraina sarà "sicuramente oggetto di approfondimento".
Ed il premier – nell’Aula della Camera -  ringrazia poi Enrico Letta che ha dato "un importante stimolo" in vista del semestre europeo dell'Italia. L'ex premier è rientrato in Parlamento, sedendosi di fronte a Renzi e non al suo banco tra i deputati democratici.
"E' fondamentale che si esca dalla visione per cui l'Ue ci controlla i compiti o ci fa le pulci. L'Ue non è altro rispetto a noi. E se non saremo in grado di affermare che l'Italia e l'Europa - a dispetto di certa propaganda - non sono controparti ma sono sulla stessa barca,non ci sarà spazio per la politica", dichiarato ancora il premier Renzi che annuncia poi la posizione dell’Italia in vista del Consiglio europeo che si terrà giovedì e venerdì: "Domani al Consiglio europeo proponiamo di considerare il triplice sforzo dell'Italia sulle riforme non come concessione all'Europa per ottenere margini di flessibilità ma come condizione della dignità del dibattito politico. Non concediamo all'Europa ma concediamo a noi stessi di guardarci allo specchio convinti che manteniamo le promesse".

“Non dimentichiamoci mai che l'Italia dà all'Ue più di quello che economicamente riceve, siamo un contributore attivo", afferma poi Renzi, sottolineando come al peggioramento del rapporto tra debito e Pil abbia collaborato anche il contributo dell'Italia al Fondo Salva Stati europeo.

E sulla riforma del lavoro il Presidente del Consiglio dice: "Non è un argomento a piacere che possiamo affrontare o no". "Si è pensato di creare lavoro per decreto e si è fallito. Si è pensato di dare garanzie ai giovani moltiplicando norme e si è nuovamente fallito e ora la disoccupazione giovanile è a livelli atroci", ha aggiunto poi. "Questo spinga il parlamento ad affrontare la questione anche con temi innovativi”.

"Non possiamo pensare che l'Ue sia il nostro alibi, i dati offerti dall'Ue non sono dati della strega brutta e cattiva ma sono dati della nostra debolezza e per questo risolvere il problema della giustizia civile è una priorità del nostro Paese", ha detto poi Matteo Renzi nell'informativa in Aula alla Camera.

Sullo spending rewiev dice: "Presenteremo la spending rewiev alle Camere. Il commissario ci ha fatto un elenco, ma toccherà a noi decidere. Come in famiglia se non ci sono abbastanza soldi sono mamma e papà che decidono cosa tagliare e cosa no”. "La diminuzione dell'Irpef nelle buste paga di chi guadagna fino a 1.500 euro al mese è solo un primo passo per rivitalizzare il mercato interno ora bloccato", ha aggiunto. Il taglio "a doppia cifra, dieci miliardi, deciso per il cuneo fiscale "deriva da un margine ampio" di copertura che proviene da un intervento sulla spending che presenteremo in Parlamento.

"Il tema del 3% nel rapporto deficit-Pil come parametro è oggettivamente anacronistico", afferma infine il premier. "Il governo ha immaginato per il pacchetto di riforme coperture molto ampie, molto più ampie rispetto all'impegno fiscale. Non è necessario - ribadisce Renzi - uno sforamento del 3% con un'eventuale possibile modifica dal 2,6 al 3".

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di Erika Noschese
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