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Stasera la convention fiorentina. Sfida al Pd?

Renzi: “Un Big Bang di nuove idee”, che il Pd non gradisce

Bersani: Non temo nessuno. Serve collettivo, no personalismi

Renzi: “Un Big Bang di nuove idee”, che il Pd non gradisce
28/10/2011, 12:10

FIRENZE – Ha inizio questa sera, alla stazione Leopolda di Firenze, la convention targata Renzi. Il “Big Bang”, così come ha voluto chiamarlo lo stesso sindaco fiorentino, sarà una fabbrica di idee e proposte. Nessun nome verrà fuori (per il momento), ma anche dalla tre giorni dei “rottamatori” sarà presentato un candidato alle primarie. Parola di Matteo Renzi, che spiega il suo punto di vista: dice che una competizione fra Bersani, Vendola e Di Pietro non sarà sufficiente e assicura che un candidato “giovane” comunque ci sarà. Ma soprattutto, assicura il sindaco di Firenze, dal “Big Bang” non nascerà una sua corrente, perchè il Pd è “casa mia, non me ne vado neppure se mi buttano fuori”.
Eppure la sua iniziativa sembra suonare come una vera e propria sfida lanciata al Pd: un nuovo attacco ai “dinosauri della politica” (come suggeriscono le locandine della manifestazione), che proprio non piace al Pd, che fin dall’inizio ha guardato con freddezza all’appuntamento fiorentino. La reazione più dura, infatti, arriva proprio dal segretario del Partito Democratico. “Renzi, Civati, Zingaretti? Io non temo nessuno, proprio nessuno” afferma Pierluigi Bersani, intervistato a “Radio Anch’io”. Bersani non teme i nuovi sfidanti, dunque, ma non perde occasione per criticare l’iniziativa e lanciare un invito a un lavoro collettivo: “Solo un pazzo oggi può avere il desiderio personale di prendere in mano la situazione del Paese. È necessario - sottolinea - lavorare in collettivo. L’uomo solo al comando, il ‘ghe pensi mi’, ci ha portato solo guai e l’eccesso di personalizzazione è il passato, non il futuro”.
Detto questo, non resta che aspettare per vedere quanto la nuova fabbrica di idee giovanili, il “Big Bang” di Renzi, sia in grado di produrre. Di sicuro per il momento Renzi ha incassato anche la presa di distanza dell’entourage di Romano Prodi, che va ad unirsi a quella dei maggiori esponenti del suo partito di appartenenza: “È noto che il presidente Prodi non si schiera a favore di nessuna componente interna al Pd” è stato assicurato.

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di Antonio Formisano
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