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Proteste a Brescia per l'elezione della "trota" leghista

Renzo Bossi eletto? Non lo vogliono neanche i leghisti


Renzo Bossi eletto? Non lo vogliono neanche i leghisti
03/02/2010, 10:02

BRESCIA - Niente da fare, non lo vogliono neanche a Brescia. Stiamo parlando di Renzo Bossi, secondogenito del Senatur della Lega, che è stato inserito nelle liste leghiste alle comunali di Brescia. Ma a protestare sono gli stessi militanti leghisti, che si vedono penalizzati dalla necessità di dover fare campagna elettorale anche per il giovane Bossi. Anche se il Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni ("Questa candidatura mostra lo sbiadirsi del familismo perchè il ragazzo dovrà cercaresi le preferenze. E questa è democrazia") e l'ex Ministro leghista Castelli ("Affrontare la campagna elettorale credo che sia un atto di coraggio di fronte al quale mi tolgo tanto di cappello") lo sostengono, è evidente che non potrà essere una persona di così bassa cultura a trovare voti in prima persona. Sia ben chiaro, non è certo il primo caso del genere. DI recente a Napoli ci sono i cartelloni pubblicitari del Gava numero 3 dal dopoguerra; e se si va a guardare in giro, i figli di papà poco capaci che hanno avuto incarichi politici blindatissimi si sprecano. Ma resta il fatto che parliamo di un partito come la Lega che ha sempre condannato questo modo di fare, il nepotismo, il clientelismo ecc. Ed ora invece i suoi militanti assistono, ogni giorno che passa, ai propri rappresentanti che imitano sempre più i comportamenti degli esponenti della Prima Repubblica

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di Antonio Rispoli
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