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Richiesta Commissione bicamerale d'inchiesta sui crimini finanziari


Richiesta Commissione bicamerale d'inchiesta sui crimini finanziari
09/04/2013, 13:51

Il Coordinamento Nazionale antimafia Riferimenti rende propria la denuncia dell'imprenditore calabrese Nino De Masi e chiede    L’istituzione di una Commissione bicamerale di inchiesta sui crimini finanziari compiuti in questo Paese,sull’operato delle banche e dei sistemi di vigilanza, Commissione che possa verificare se le strategie adottate delle banche sono figlie di un libero mercato o, viceversa, di accordi illegali e di cartello.

 

Migliaia di sentenze civili e penali in tutta Italia dimostrano e provano come talora le  banche possano operare nell’illegalità, anche se continuano ad aggirare la legge grazie alla strategia di considerare i singoli reati come casi isolati; strategia assolutamente infondata a sconfessata dal fatto che molti Tribunali hanno centinaia di casi identici commessi dalla stessa banca nei medesimi periodi con la logica conseguenza di dover considerare tali fatti, visti anche gli interessi in gioco, come appartenere ad un unico disegno criminoso.

Nel caso dell'imprenditore De Masi  vi sono delle sentenze passate in giudicato     che dimostrano come le banche abbiano violato i suoi diritti ed in particolare quanto disposto dall’art 47 della Costituzione, non rispettando le regole del  mercato creditizio, bene pubblico tutelato.    Avendo  citato per responsabilità civile Banca d’Italia, solidalmente con gli istituti di credito, per i danni causatigli,l'imprenditore ha ottenuto un'azione   risarcitoria,  forse tra le più importanti mai fatte in Italia, per oltre 215 milioni di Euro instaurata presso il Tribunale di Palmi.

Le illegalità subite e le omissioni da parte degli organi di vigilanza sono state, nella  vicenda, numerosissime.  Si segnala la presenza di una formale lettera dell’Autorità Garante per la Concorrenze ad il Mercato indirizzata a Banca d’Italia, prot.26896 del 16/04/2010 c in cui veniva riscontrata la pratica di interessi usurari da parte delle banche, e delle indagini della stessa autorità (AS496 del 02/02/09, IC36 del marzo 2009, IC45 del marzo 2011) nelle quali si evidenziavano le violazioni delle regole della concorrenza e del libero mercato, ma nulla è stato fatto.

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-          Visto che Banca d’Italia è sempre stata da me informata con numerose lettere ed atti legali, e nonostante ciò sino ad oggi ha coperto ed avallato l’agire criminale.

-          Visto che questi crimini commessi con l’avallo dell’istituto di vigilanza sia nel periodo dal 1999 al 2002 che nei periodi successivi (reati continuati), come dimostrano i procedimenti penali in corso.

     A Nesuuno puo' essere consentito di portare un uomo alla disperazione ,cosa cui in Italia assistiamo,invece ormai troppo spesso.

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di Redazione
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