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Consiglio dei ministri convocato per domani

Rientrato a Roma Monti pensa alla crescita

I paletti dei partiti. L’ottimismo di Napolitano

Rientrato a Roma Monti pensa alla crescita
27/12/2011, 10:12

ROMA – Giusto il tempo di trascorrere il giorno di Natale in famiglia, a Milano, e poi subito al lavoro a Roma. Terminata la breve pausa, il premier Mario Monti torna nella Capitale, con un’agenda che si presenta già folta di appuntamenti. Sul tavolo di lavoro, ovviamente la “Fase due”, quella dedicata al rilancio dell’economia italiana: proprio al riguardo l’urgenza di un Consiglio dei ministri lampo da organizzare per domani, proprio per discutere delle misure sulla crescita. Il tutto, con il fiato sul collo dei sindacati, che anche nei giorni di festa hanno fatto sentire la loro voce, insistendo per le modifiche su pensioni e patrimoniale e chiedendo a Monti di essere consultati il prima possibile. Perché, avverte Susanna Camusso, “se il governo pensa di andare diritto lungo la sua strada, troverà ostacoli contro cui andrà a sbattere”. Il presidente del Consiglio dal canto suo non ama parlare di “Fase due”, per il semplice fatto che per lui liberalizzazioni, lavoro e ammortizzatori “sono riforme già seminate nel decreto salva – Italia”. Quindi già avviate. Ma il lavoro, da qui ai prossimi mesi, è tutt’altro che semplice: la sua squadra, infatti, dovrà ora dare concreti segni di rilancio, con singole ed incisive azioni. Dopo la Manovra di tagli e tasse ora tutti si aspettano, mercati compresi, dei provvedimenti che possano incentivare la crescita e allontanare il rischio recessione. Un lavoro per nulla facile anche per il ruolo giocato dai partiti, che nei colloqui privati mostrano grande appoggio ed incoraggiamento al Professore e al suo lavoro, mentre in pubblico piantano paletti e veti. Lo fa Silvio Berlusconi, ex leader Pdl, che torna ad evocare il rischio recessione, come lo fa Pierluigi Bersani, Pd, che torna ad insistere su una correzione della riforma previdenziale. A differenza di tutti, il Colle si dice ottimista: “Usando l’arma vincente della coesione sociale e nazionale - dice Giorgio Napolitano – l’Italia ce la farà ad uscire dal tunnel della crisi”.

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di Antonio Formisano
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