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RIESPLODE LO SCONTRO SICUREZZA, STUPRATORI E CLANDESTINI NEL MIRINO


RIESPLODE LO SCONTRO SICUREZZA, STUPRATORI E CLANDESTINI NEL MIRINO
19/04/2008, 19:04

Dalla cronaca alla politica. Due episodi criminali avvenuti a Roma e a Milano, violenze sessuali. Sommati allo strangolamento di un’anziana romana, rapinata, sfociano nel calderone (e nel Calderoli) delle dichiarazioni, delle – presunte? - strumentalizzazioni e delle – risolutive? -  statistiche.

Ma alla normale dialettica politica si aggiunge il dialetto romano. C’è la corsa al Campidoglio e il confronto-scontro si accende anche lì. Soprattutto lì.

“I fatti – per in numero uno del Viminale, Giuliano Amato – sono di enorme gravità. Tuttavia da ministro dell'Interno – aggiunge - devo sottolineare che in entrambi i casi il pronto intervento delle forze dell'ordine ha assicurato i colpevoli alla giustizia e ha probabilmente salvato la vita di una delle vittime”. Detto così potrebbe sembrare semplicistico. Il Ministero, però, cita i dati. Violenze in calo, non c’è che dire. 12% in meno, o giù di lì, nell’ultimo semestre considerato.

Ma i venti del Nord soffiano. E potrebbero anche voler dire. “Chi subisce violenza non bada alle statistiche”.

Da Nord vengono chiamati in causa gli immigrati irregolari.  “Entro due mesi dall'insediamento del governo dovremo dare risposte definitive in materia di sicurezza e di clandestinità attraverso la conversione di un decreto legge da emanarsi già nel mese di maggio e chiunque si sottrarrà o si opporrà al confronto dovrà essere considerato, e additato da tutti, alla stregua di uno stupratore”. Lo afferma Roberto Calderoli, attualmente vice presidente del Senato. “Ogni violenza contro la donna o contro i più deboli, ancor più quando l'autore del delitto non avrebbe diritto ad essere presente tra di noi in quanto irregolare - prosegue - è un qualcosa che deve pesare sulle nostre coscienze e di cui tutti dobbiamo ritenerci responsabili”. Castelli non le manda dire: “Applicare leggi contro l’orda dei barbari”.

E Roma? “Tolleranza zero” per il candidato Alemanno. “Le polemiche non aiutano”, risponde il candidato Rutelli. Naturalmente hanno detto altro. Perché i due slogan, se i contendenti non avessero qualche altra idea, significherebbero pochino. Entrambi. Se la “sbrigheranno” meglio in campagna elettorale.
 

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di Giulio d'Andrea
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