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Bongiorno: dubbi su Csm, Polizia giudiziaria e Guardasigilli

Riforma della Giustizia, i tre "no" dei finiani


Riforma della Giustizia, i tre 'no' dei finiani
21/10/2010, 21:10

ROMA - Dopo l'appoggio sulla retroattività di alcune disposizioni della nuova legge e le asprissime critiche ricevute proprio dai più fedeli sostenitori, i finiani si riuniscono in un vertice dei capigruppo e dei coordinatori con il presidente della Camera e, alla fine, attraverso Giulia Bongiorno, espongono i loro tre "no" ad altrettanti punti delicati della sempre più discussa riforma sulla Giustizia.
Come si legge anche sul Corriere, infatti, da Fli arriva lo stop per le nuove funzioni alla composizione a maggioranza laica del Csm, per i nuovi poteri conferiti al Guardasigilli e per la nuova autonomia della polizia giudiziaria rispetto ai pubblici ministeri. In ogni caso e nonostante il triplice blocco dei futuristi, il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, non si lascia tentare dal pessimismo e commenta:"Mi pare che la strada principale sia spianata. Occorre ora lavorare sui viali collaterali". Del resto, secondo Alfano, il giudizio degli uomini del presidente della Camera sui contenuti della bozze non è "niente male" e lascia dunque presagire un'importante e confortante apertura al dialogo.
Bongiorno, intervenendo dal vertice tenutosi alla Camera, ha precisato di aver  "illustrato ai vertici di Futuro e Libertà lo stato attuale della riforma della giustizia, secondo le bozze che ho avuto modo di esaminare fino ad ora. Ovviamente si tratta di bozze provvisorie - ha ricordato -. Alcuni principi erano noti, già enunciati e li riteniamo condivisibili coem la separazione delle carriere e del Csm".
Tuttavia, ha concluso la presidente della commissione Giustizia della Camera "sono stati introdotti nuovi principi su cui dobbiamo dare un giudizio molto preciso e cioè che non li possiamo condividere. Si tratta in particolare delle nuove funzioni della composizione a maggioranza laica del Csm. Dei nuovi poteri conferiti al ministro della Giustizia. Della nuova collocazione della polizia giudiziaria non più alle dirette dipendenze della magistratura".
Insomma: il giudizio per ora è in bilico su di un ondivago ed ambiguo "ni" con riserva, la base di Fli si sente tendenzialmente confusa e nuovamente sospettosa e si aspetta da Gianfranco Fini e dai suoi nuovi colonnelli una coerenza ed un rigore che non possono mancare a quella "nuova destra" di cui tanto si parla ma di cui poco o nulla, per ora, si scorge.

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di Germano Milite
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