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Ci saranno anche classi di inserimento per i neo-emigrati

Riforma Gelmini, tetto del 30% per gli stranieri in classe


Riforma Gelmini, tetto del 30% per gli stranieri in classe
09/01/2010, 10:01

ROMA – Ogni classe avrà un numero massimo di alunni stranieri, pari al 30% degli alunni totali. E’ questa la decisione presa dal Ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini, che lo ha reso noto tramite una nota inviata a tutte le scuole italiane primarie e secondarie. La Gelmini ha spiegato poi che la disposizione nasce dall’esigenza di “evitare classi-ghetto”. Il problema, però, è prettamente didattico, ed è inutile, spiega il Ministro, montare un’ingiustificata protesta ideologica: “La scuola deve essere il luogo di integrazione principale per i bambini stranieri, ed i nostri istituti sono attrezzati per accogliere adeguatamente tutte le culture del mondo”, ha dichiarato Gelmini. “Non dobbiamo dimenticare però, che le scuole devono insegnare culture e tradizioni del nostro paese, ed in questo contesto si inserisce una novità rilevante: l’inserimento dell’educazione alla cittadinanza, che sottolineerà ai ragazzi l’importanza di rispettare le leggi, imparare la storia e la lingua italiana. La lingua, poi, si configura quale strumento fondamentale per una vera integrazione”. La questione, dunque, riguarda campi quali istruzione e insegnamento: “Le mamme notano che troppi bambini stranieri nelle classi dei loro figli restano indietro col programma per problemi di comprensione. Per potersi integrare al meglio, invece, dovrebbero confrontarsi con bambini italiani, che li farebbero crescere anche dal punto di vista linguistico. Non bisogna creare classi-ghetto”, ha aggiunto Gelmini, “composte solo da stranieri”.

CLASSI DI INSERIMENTO – Verranno istituite, inoltre, apposite “classi di inserimento”: si tratta di classi speciali per bambini appena arrivati in Italia, nelle quali verrà insegnata la lingua e la cultura del nostro paese. Un passo decisivo, spiega il Ministro, affinchè i “ragazzi stranieri non si sentano in imbarazzo con i compagni, mettendoli così in condizione di iniziare il loro percorso di integrazione

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di Davide Schiavon
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