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Nella bozza si parla di una riduzione del 20 %

Riforme: Drastico taglio del numero dei parlamentari

Maggiore potere al Presidente del Consiglio

Riforme: Drastico taglio del numero dei parlamentari
04/03/2012, 19:03

 Nella bozza messa a punto dai tecnici delle riforme è compreso il taglio di circa il 20% dei parlamentari. Nell’ipotesi su cui sta lavorando il governo è previsto di riscrivere completamente gli articoli 56 e 57 della Costituzione. Le modifiche dovrebbero portare ad una riduzione del numero dei deputati che passerebbero da 630 (attuali) a 508 mentre i senatori passerebbero da 315 a 254.
 Si stabilisce inoltre, che saranno eleggibili a deputati tutti gli elettori che avranno compiuto 21 anni di età entro il giorno delle elezioni contrariamente a quanto prevede attualmente la Costituzione e cioè il limite di 25 anni. Sempre secondo quanto riportato nella bozza  di Luciano Violante (Pd), Gaetano Quagliariello (Pdl), Ferdinando Adornato (Udc), Italo Bocchino (Fli), Pino Pisicchio (Api), la ripartizione dei seggi tra le circoscrizioni si effetterà dividendo il numero degli abitanti, quale risulta dall'ultimo censimento generale della popolazione, per 500 e distribuendo i seggi in proporzione alla popolazione di ogni circoscrizione, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti. Mentre per Palazzo Madama viene stabilito che nessuna regione potrà avere meno di 5 senatori( attualmente il numero minimo è 7) . Il Molise ne avrà due mentre la Valle d’Aosta 1 (come la situazione attuale).
Altre novità potrebbero interessare le elezioni dei senatori. A riguardo potrebbero essere eletti tutti coloro che avranno compiuto 35 anni mentre attualmente si deve attendere il raggiungimento dei 40.
Ma le novità non sono finite.  Si potrebbe parlare di “Bicameralismo eventuale” e non più obbligatorio. Cioè potrebbe  essere introdotta una semplificazione del procedimento legislativo con superamento del bicameralismo paritario e l’introduzione di elementi di federalismo istituzionale. Inoltre inserito il potere di richiesta del voto a data fissa da parte del presidente del Consiglio.
Nella nota informativa preliminare alla bozza si legge:” Nel caso si accettasse la ripartizione delle competenze tra Camera e Senato sulla base dell'art. 117 della Costituzione  la previsione presso il Senato della Commissione per il parere obbligatorio sui ddl relativi alle Regioni, introdurrebbe un elemento di federalismo”. Mentre i testi di legge subiranno una sola lettura dalla Camera, all’altra parte del Parlamento resterà la prerogativa di poter richiamare il testo dietro una richiesta del suo presidente. Questo comporterà il licenziamento entro 15 giorni. Lo scopo di tutto ciò sarà la riduzione drastica dei tempi attuali.
Nella bozza viene precisato anche il potenziamento del Presidente del Consiglio. “la mozione di sfiducia è sottoscritta da almeno un terzo dei componenti di ciascuna Camera, deve contenere l'indicazione del nuovo presidente del Consiglio e non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione”. In questo modo la fiducia potrà essere data al premier a maggioranza semplice, mentre la sfiducia con maggioranza assoluta.
Inoltre il presidente del Consiglio potrà chiedere al presidente della repubblica la nomina e la revoca dei ministri e chiedere il voto a data fissa dei provvedimenti del Governo ed infine di chiedere lo scioglimento delle Camere.

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di Alessia Tritone
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