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C'è anche Renzi, assente Grillo

Riforme, in corso il faccia a faccia tra Pd e M5S

Di Maio: "Non si può prescindere dalle preferenze"

Riforme, in corso il faccia a faccia tra Pd e M5S
17/07/2014, 16:39

ROMA - Era previsto per le 14, è poi slittato di un'ora, come annunciato su twitter dal vice presidente della Camera Luigi Di Maio (che ha lanciato l'hashtag #chefatica), l'inizio del secondo round su riforme e legge elettorale tra la delegazione del M5S e quella del Pd. Al vertice, in corso a Montecitorio e trasmesso in diretta streaming, si è presentato anche il premier Renzi; assente, invece, Beppe Grillo. 
"Dal nostro punto di vista ci sono punti importanti da cui non si può prescindere", tra cui quello dell'introduzione delle preferenze nella legge elettorale, ha esordito Luigi Di Maio, presentando l'elenco di proposte del Movimento alla delegazione pd. "Dopo otto anni di Porcellum" si deve tornare alle preferenze, ha isistito Di Maio, ammettendo di essere consapevole che queste ultime possono generare vizi: "Io che sono del Sud so che le preferenze hanno alcune degenerazioni ma questo non significa che non si possono usare controbilanciamenti". Il deputato cinquestelle ha aggiunto che "non devono esserci più condannati in Parlamento, che, proprio sulla corruzione, dovrebbe dare un esempio differente".
"Ci sono alcuni punti che ci dividono, se non partiamo da quelli è difficile discutere" - è stata la replica di Debora Serracchiani, che ha attirato l'attenzione sulle questioni da risolvere prima di procedere, come quella legata alla governabilità. "La riforma elettorale è maggioritaria o proporzionale, di solito poi le preferenze si accompagano al proporzionale - ha spiegato la vice di Renzi-. Ma aiutateci a capire se siamo d'accordo sui punti fondamentali, altrimenti è complicato discutere sui dettagli". "Voi parlate di certezza della vittoria, a noi interessa la stabilità" - ha incalzato Di Maio. "Noi vorremmo capire se c'è la disponibilità a discutere di preferenze - ha detto il capo della delegazione cinquestelle nel serrato botta e risposta avuto con la Serracchiani - Siete disposti a cedere sulle preferenze in cambio della governabilità?". Risposta lapidaria: "Perché dovremmo fare un mercimonio della riforma?".
Gli esponenti della delegazione cinquestelle hanno quindi elencato i punti principali di quella che definiscono "una proposta alternativa di sistema elettorale". "Il primo punto è un proporzionale senza soglie di sbarramento per colmare un deficit di rappresentatività dato dal doppio turno. Al primo turno vince chi prende un voto più del 50%, altrimenti c'è il ballottaggio" - ha spiegato l'estensore del "Democratellum", Danilo Toninelli.
"Se dovessi scegliere tra preferenze e primarie per legge personalmente sarei per la preferenza", è intervenuto il premier Matteo Renzi, mettendo in chiaro che "si è arrivati ad accordo che non le prevede tanto che come Pd facciamo le primarie: alcuni dicono di farle per legge, dobbiamo capire se M5S è disponibile ad avere un meccanismo del genere. Personalmente non sono convinto di questo sistema perché ha un costo per lo Stato". "Il punto vero - ha osservato il presidente del Consiglio - è capire se sulle preferenze riusciamo a trovare un punto di caduta o meno". "Vogliamo tenerla aperta o no la discussione, e se sì quali sono i punti su cui voi non accettate totalmente nessun tipo di accordo?" - ha proseguito Renzi, deciso a chiudere "ragionevolmente in 15 giorni" le riforme costituzionali al Senato.

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di Redazione
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