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L’ipotesi conquista l’attenzione dei leader partitici

Riforme: l’idea di una Costituente per cambiare la Carta

A parlarne per primo è l’ex presidente del Senato Pera

Riforme: l’idea di una Costituente per cambiare la Carta
03/07/2012, 10:07

ROMA - Il primo a parlarne è stato l’ex presidente del Senato Marcello Pera, salito pochi giorni fa al Quirinale per presentare al Capo dello Stato un suo disegno di legge, per eleggere 75 saggi indipendenti che cambino la Costituzione. Sono trascorsi diversi giorni e, benché non se ne parli in maniera esplicita, a quanto pare l’idea sta prendendo sempre più forma nei palazzi della politica, tanto tra le aule di Montecitorio, quanto in quelle di palazzo Madama, anche tra i maggiori leader politici, che sembrano iniziare ad apprezzarne la possibilità. Dare vita ad una Costituente, o ad una Commissione ad hoc che riscriva, all’inizio della prossima Legislatura, una parte della nostra Carta fondamentale: nei palazzi della politica di questa idea se ne parla da un po’ e la possibilità che questa strada venga intrapresa sembra interessare i più. “L’idea non è male” fanno sapere, infatti, fonti anonime, e soprattutto “realizzabile sul serio”.
“La Costituente avrebbe un anno di tempo per redigere la nuova Costituzione - ha spiegato Pera in un’intervista alla Stampa -. Quel testo andrebbe poi sottoposto entro tre mesi a referendum senza quorum. E tutto il percorso avrebbe bisogno di un prolungamento del mandato presidenziale, fino alla promulgazione del risultato del referendum. Il percorso ha bisogno di una figura di garanzia, e perché diversamente il Capo dello Stato che verrà eletto dal Parlamento nel 2013 si troverebbe a essere delegittimato”.
In effetti, per il momento si tratta solo di una ipotesi, che sembra però riceve diverse manifestazioni di interesse: per i leader dei partiti, il tema viene affrontato sia da Pierluigi Bersani che da Angelino Alfano, “c’è tempo fino a febbraio”. Di sicuro però le forze politiche attuali dovrebbero mettersi d’accordo su due punti essenziali: l’impegno ad allungare di un anno la vita al governo tecnico e quello a prorogare il mandato presidenziale di Napolitano fino all’esito del referendum confirmativo della riforma costituzionale.

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di Antonio Formisano
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