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Terminata prima riunione dei saggi

Riforme, saggi: rimangono due camere ma solo una per la fiducia


Riforme, saggi: rimangono due camere ma solo una per la fiducia
12/06/2013, 21:19

 “Va superato il bicameralismo perfetto ma devono restare  due Camere” mentre per dare la fiducia deve spettare “solo ad una Camera. È questo il risultato della prima riunione dei 35 saggi che ha votato per queste modifiche quasi all’unanimità. A render noto i risultati del primo incontro della Commissione degli esperti è il ministro delle Riforme, Gaetano Quagliariello, in un appuntamento con la stampa che si ripeterà ogni lunedì.
Altro tema ampiamente condiviso – dichiara il ministro – è "che da questo percorso deve derivare una sostanziale riduzione del numero dei parlamentari".     La prima riunione, durata circa 7 ore, è stata arricchita da “circa 40 interventi sul tema del bicameralismo - dichiara Quagliariello - concentrandoci su tre aspetti: il primo, il mantenimento del bicameralismo. C'è chi ha proposto la soluzione monocamerale, ma più come caso di studio che come ipotesi praticabile". Una riunione quindi concentrata maggiormente "sul mantenimento di due Camera, ma differenziate tra loro nelle funzioni, e qui si è registrata un'ampia condivisione, optando per individuare il rapporto di fiducia con il governo in capo a una sola Camera". Alcune "differenziazioni" si sono registrate, invece, sulle funzioni, la composizione e le modalità di elezione dell'altra Camera: tra le ipotesi analizzate, il mantenimento dell'elezione diretta per entrambe le Camere che tuttavia - osserva Quagliariello - mal si collega con la fiducia assegnata al governo da un solo ramo del Parlamento.
L’elettorato passivo, i consiglieri regionali e le funzioni che spettando alla seconda camera sono, invece, aspetti su cui – dichiara ancora il ministro - sarà elaborata una scheda con le diverse posizioni, da cui ripartiremo lunedì prossimo", quando si affronterà anche il tema della riforma del Titolo V.
Quagliariello inoltre ha reso noto le modalità di voto dei saggi: non voteranno le singole proposte ma alla fine di ogni sessione il comitato di redazione (i 7 saggi aggiuntivi) trarrà la sintesi e su questa si potranno presentare emendamenti per poi arrivare alla sintesi finale. Non è esclusa l'ipotesi che, su taluni argomenti, si possa portare all'attenzione del governo differenti ipotesi, "ma l'importante è che venga sempre previsto l'impatto sull'ordinamento di ogni ipotesi e la sua compatibilità con gli altri pezzi del disegno complessivo". 

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di Erika Noschese
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