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Rimborsi elettorali: la CVDP denuncia per truffa i partiti beneficiari


Rimborsi elettorali: la CVDP denuncia per truffa i partiti beneficiari
18/07/2011, 17:07

Una denuncia/querela è stata presentata alla Procura della Repubblica di Roma dalla CVDP (Commissione di Vigilanza per la Democrazia Partecipativa - movimento astensionista politico per il rilancio della sovranità popolare), contro i partiti beneficiari dei rimborsi elettorali percepiti per le elezioni Politiche 2008, Europee 2009 e Regionali 2010.

La specificità della querela fa riferimento all’autentica truffa che fa sì che i partiti politici italiani superanti i quorum incamerino quote cospicue di finanziamenti sotto la falsa voce dei “rimborsi elettorali”, permettendo loro di spartirsi invece quote di fondi pubblici ampiamente sovradimensionati rispetto alle spese effettivamente sostenute nel corso delle campagne elettorali.

Inoltre, nel calderone della vergognosa spartizione tipicamente italiana finiscono anche quegli ammontari determinati dalle quote astensionistiche o del non-voto (per diserzione dalle urne, schede bianche, nulle o non attribuibili), prive cioè di qualsiasi indicazione elettorale/sovrana, che per contro dovrebbero invece rimanere nelle casse dello Stato, se non altro in ottemperanza a una buona prassi etica che proprio i partiti dovrebbero osservare dando l’esempio.

E’ l’epilogo di una lunga battaglia portata avanti fin dal 2007 dalla Commissione di Vigilanza per la Democrazia Partecipativa, unico movimento astensionista politico riconosciuto dalle più alte Cariche dello Stato, protagonista di innumerevoli appelli lanciati ai partiti politici e purtroppo rimasti nel vuoto per indurli a rinunciare spontaneamente dall’appropriazione sia dei fondi eccedenti le spese elettorali effettivamente sostenute che delle stesse quote astensionistiche.

Oltre a una più efficace individuazione dei “tagli” ai costi della politica, la denuncia presentata intende evidenziare, per le conseguenze della sua esposizione, che gli astensionisti politici non sono cittadini “meno” sovrani né tantomeno di serie “B”.

Ai giudici di Roma sarà quindi richiesta, in via incidentale, anche l’investitura della Consulta per una verifica della legittimità costituzionale della legge sui rimborsi elettorali, consolidata dalle successive integrazioni “bipartisan”, e impiantata come si ricorderà subito dopo il Referendum popolare abrogativo del ’93 che bocciò il finanziamento pubblico ai partiti.

Con ciò si vuole affermare che l’azione determinata della CVDP, che non è per regolamento un partito politico, è indirizzata esclusivamente verso la stimolazione di una maggiore responsabilità da parte dei partiti politici nei confronti della società civile e del popolo sovrano.

Tra l’altro favorendo, in definitiva, anche la ripresa di quel tradizionale “appeal” partecipativo elettorale, tipicamente elevato negli italiani, che secondo gli astensionisti politici è venuto meno proprio a causa dell’attuale degenerazione antidemocratica e truffaldina dei partiti italiani.

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di Redazione
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